Giuristi lettoni e norvegesi in visita alla Giustizia Minorile
21 Giugno 2024
Il 19 giugno scorso, il vicecapo dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità, Riccardo Turrini Vita, ha accolto una delegazione, composta da 8 giuristi lettoni e norvegesi guidata dal vice sottosegretario di Stato per le Politiche del diritto del Ministero della Giustizia della Repubblica di Lettonia, Anda Smiltēna, in Italia per una visita di studio di due giorni, nell’ambito dei rapporti di cooperazione internazionale e scambio di buoni prassi all’interno degli Stati membri dell’Unione europea.
La visita di studio, organizzata dal direttore dell’Ufficio II del capo dipartimento, Cristiana Rotunno, coadiuvata dalla responsabile della Sezione Affari Interistituzionali e internazionali, Mariacristina Gaggiani, si è imperniata sul confronto dei rispettivi sistemi penali e sanzionatori, con l’illustrazione del d.lgs. 150/2022 di “Attuazione della Legge 27 settembre 2021, n. 134, recante delega al Governo per l’efficienza del processo penale, nonché in materia di giustizia riparativa e disposizioni per la celere definizione dei procedimenti giudiziari”
Il vice capo del Dipartimento dopo avere ricordato alla delegazione che “loro trovano questo Dipartimento in un momento di crescita e di rinnovata architettura” e che “gran parte dell’attività amministrativa e legislativa è connessa al nuovo sistema di giustizia riparativa”, ha precisato che “il cuore della giustizia riparativa, almeno nella percezione italiana, sta nell’aiutare persone entrate in contatto a causa di un reato (intendendo, il condannato o l’imputato da un lato e dall’altro la vittima) a considerarsi parte della stessa comunità e a sanare la rottura della relazione sociale causata dallo stesso reato”.
Dopo aver esposto l’architettura del sistema italiano e la fase di attuazione in cui esso versa, il consigliere Turrini Vita ha concluso che “pur entro la cornice comune, l’esperimento italiano ha qualcosa di nuovo: per previsione generale, la legge permette ad ogni giudice e anche al pubblico ministero di proporre, e a ogni persona cui è attribuito il reato di chiedere, di tentare l’esperienza” di un percorso di giustizia riparativa.

Nel corso della mattinata la dirigente dell’Ufficio II della direzione generale del Personale, delle risorse e per l’attuazione dei provvedimenti del giudice minorile, Vittoria Maugeri, ha proseguito illustrando l’iter delle molteplici esperienze di progetti di giustizia riparativa nel settore minorile, antecedente la promulgazione della disciplina organica in materia.
La prima giornata si è conclusa con un proficuo incontro presso il tribunale ordinario di Roma con i giudici Cecilia Demma e Antonella Minunni, delegati dal presidente del Tribunale, Roberto Reali, che hanno illustrato lo stato dell’arte dell’attuazione in Italia del d.lgs. 150/2022 dal punto di vista processuale.
Giovedì 20 giugno è stata affrontata la tematica della condizione detentiva e dell’esecuzione penale femminili con due interessantissime visite guidate: alla Casa Protetta per detenute con figli minori al seguito “Casa di Leda”, che insiste sul territorio di competenza dell’Ufficio interdistrettuale di esecuzione penale esterna del Lazio, con la responsabile della struttura comunitaria, Bina Nigro, e alla casa circondariale femminile di Rebibbia “Germana Stefanini”, dove il direttore dell’ufficio IV del capo dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Carla Ciavarella, e la direttrice del carcere femminile, Nadia Fontana, hanno animato il confronto italo-lettone-norvegese illustrando le peculiarità delle misure trattamentali individualizzate per le donne detenute.