Giustizia a misura di minore: Italia partner di Grecia e Francia

Credit: dgmc
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Si è svolto martedì 29 settembre, in modalità online, il kick-off meeting e primo incontro dello Steering Committee della seconda fase del Joint European Union – Council of Europe Child-friendly Justice Project, iniziativa congiunta dell’Unione europea e del Consiglio d’Europa, cofinanziata dall’Unione europea e attuata dal Consiglio d’Europa in collaborazione con la Commissione europea.

All’incontro ha preso parte, in qualità di focal point per l’Italia, Paese partner del progetto, vicecapo Dipartimento giustizia minorile e di comunità, Cristiana Rotunno, contribuendo al confronto tra i rappresentanti dei Paesi coinvolti e alla condivisione di esperienze, buone pratiche e prospettive di riforma nel settore della giustizia a misura di minore.

La seconda fase del progetto, della durata di 24 mesi, è stata avviata il 1° luglio 2026 e mira a rafforzare ulteriormente la protezione dei minori che entrano in contatto con la giustizia, siano essi autori di reato, vittime, testimoni o parti in procedimenti giudiziari e non giudiziari, anche attraverso interventi a livello nazionale e locale.

Al centro dell’iniziativa vi sono Francia e Grecia, individuate come focus countries, chiamate a sviluppare nel biennio attività finalizzate a raccogliere dati, individuare criticità e promuovere interventi di adeguamento della legislazione, delle politiche e delle prassi nazionali ai principi della child-friendly justice.

Un ruolo significativo sarà svolto dal Council of Europe Child-friendly Justice Assessment Tool, strumento destinato a supportare l’analisi dei sistemi nazionali e la formulazione di raccomandazioni per l’adeguamento dei quadri legislativi e delle politiche agli standard europei in materia di giustizia a misura di minore. Il progetto prevede inoltre il rafforzamento delle competenze degli operatori specializzati attraverso attività formative, anche nell’ambito del programma HELP del Consiglio d’Europa, nonché iniziative di sensibilizzazione rivolte ai minori e ai loro genitori sui diritti che devono essere garantiti prima, durante e dopo i procedimenti giudiziari.

Particolare attenzione sarà dedicata anche a tre ambiti tematici: le diverse alternative a misura di minore alla detenzione, la giustizia riparativa e la prevenzione della prima commissione di reati e della recidiva. Su questi temi saranno sviluppati specifici approfondimenti destinati ad arricchire ulteriormente lo strumento di valutazione e a favorire lo scambio di buone pratiche e l’apprendimento reciproco tra i diversi sistemi nazionali.

Accanto ai due Paesi focus, Italia e Slovacchia partecipano alla seconda fase in qualità di Paesi partner, con il compito di contribuire ai lavori dello Steering Committee attraverso la condivisione delle proprie esperienze, prospettive e buone pratiche. La presenza dei Paesi partner mira ad arricchire l’approccio complessivo al progetto e a favorire una riflessione comune sulle diverse esperienze europee in materia di giustizia a misura di minore.

Nel corso del kick-off meeting sono stati presentati gli obiettivi e le attività della seconda fase, le Linee guida del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa sulla giustizia a misura di minore e il relativo Assessment Tool. Ampio spazio è stato inoltre dedicato alla presentazione dei Paesi focus e partner e al confronto sulle esigenze formative, sui programmi di riforma e sulle buone pratiche già sviluppate nei diversi ordinamenti.

La partecipazione dell’Italia conferma così l’impegno dell’Amministrazione nel confronto europeo sui temi della tutela dei diritti dei minorenni e nello sviluppo di sistemi di giustizia sempre più capaci di garantire procedure accessibili, comprensibili e rispettose dei diritti e delle esigenze specifiche dei minori.