Giustizia civile, Sisto: “Avviata rivoluzione culturale”
23 Maggio 2025
“Per accelerare i tempi della nostra giustizia e avere accesso ai fondi del Pnrr ci si è basati su tre pilastri: le pene alternative, le Adr (Alternative dispute resolution) e l’ufficio per il processo. Attraverso queste scommesse di sistema si vuole modificare strutturalmente determinate mentalità: evitare che il carcere diventi l’unica pena abituale e fare in modo che il giudice cessi di essere il ‘one man band’, che da solo deve pensare a tutto”.
Così il viceministro alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto, intervenuto il 22 maggio al convegno alla Camera “L’altra giustizia: confronto su mediazione e metodi alternativi di risoluzione delle controversie civili e commerciali tra avvocatura, magistratura, politica e impresa”.
Per quanto riguarda lo smaltimento dell’arretrato del processo civile, uno degli obiettivi del Pnrr per la Giustizia, il viceministro ha confermato che il Ministero sta pensando di ricorrere alle Adr; c’è un trend in crescita e “sta diventando un must anche all’interno dell’avvocatura”. Al lavoro, poi, sulla messa in campo di “500 magistrati dei distretti meno gravati affinché, da remoto, possano ‘alleviare le pene’ degli uffici più oberati sul piano degli arretrati”.
“Stiamo bandendo concorsi continuamente per aumentare l’efficienza e riempire gli organici entro il 2026 – ricorda in conclusione Sisto – perché in Italia abbiamo un giudice ogni 11.000 cittadini: un rapporto insoddisfacente”.