Giustizia-CRI: convenzione nazionale per il lavoro di pubblica utilità

Valastro (Croce Rossa Italiana) e Sangermano (Capo Dipartimento Giustizia minorile e di Comunità) siglano la convenzione nazionale per i lavori di pubblica utilità
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È stata siglata oggi a Roma, presso la sede della Croce Rossa Italiana, la prima convenzione nazionale per lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità sostitutivo delle pene detentive di breve durata. A sottoscrivere l’accordo sono stati, per il ministero della Giustizia, il capo del dipartimento per la Giustizia minorile e di Comunità, Antonio Sangermano, e il presidente nazionale della Croce Rossa Italiana, Rosario Valastro.

L’intesa, della durata di cinque anni, mira a rendere concreta e operativa su scala nazionale la possibilità di sostituire pene detentive brevi con il lavoro di pubblica utilità, in linea con il principio costituzionale della funzione rieducativa della pena. Si tratta di un intervento significativo che trasforma la pena in uno strumento di responsabilizzazione e reinserimento sociale.

Oggi in Italia il sistema delle misure alternative, con 101.000 misure in espiazione e 41.000 in fase di indagine e consulenza, costituisce il perno del sistema sanzionatorio italiano, secondo la corretta declinazione della “pena-programma”. La giustizia di comunità annovera 142.000 persone in area penale esterna, pari a più del doppio dei detenuti in carcere.

La Croce Rossa Italiana mette a disposizione una rete capillare composta da 91 sedi distribuite su tutto il territorio nazionale, attraverso 71 comitati aderenti, per un totale di 300 posti destinati allo svolgimento delle attività.

Il lavoro di pubblica utilità consente ai condannati per reati di minore gravità di impegnarsi fattivamente in attività dal forte impatto sociale. Le attività previste comprendono interventi di assistenza sociale e sanitaria, supporto nelle emergenze di protezione civile e manutenzione di beni e servizi pubblici.

“La pena deve coniugare rigore e umanità: rigore, quale assunzione piena di responsabilità, e umanità, come consapevolezza che nessuna persona può essere ridotta alla colpa commessa”, ha sottolineato Sangermano.

“La collaborazione tra la Croce Rossa Italiana e il dipartimento per la Giustizia minorile e di Comunità ha una tradizione importante. Per molti giovani svolgere attività con la CRI si è rivelata una scelta vincente. Questa è la nostra Umanità”, ha dichiarato Valastro.

Elemento centrale della convenzione è la creazione di un sistema strutturato e uniforme a livello nazionale. Grazie al coinvolgimento diffuso dei comitati della CRI, sarà possibile offrire percorsi personalizzati, calibrati sulle competenze e sulle condizioni dei soggetti ammessi, rendendo l’intervento più efficace dal punto di vista rieducativo e risocializzante.

Particolare attenzione è riservata all’inclusione sociale. Le attività si svolgeranno spesso a favore di persone in condizioni di fragilità – come anziani, persone con disabilità, soggetti con dipendenze, minori ed ex detenuti – offrendo ai condannati l’opportunità di sviluppare senso civico, di legalità, nonché consapevolezza del proprio ruolo nella comunità.

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