Strumenti telematici a Torino. Adesso la giustizia è più rapida

palazzo giustizia torino
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La tecnologia come supporto fondamentale per incrementare l’efficienza della macchina della giustizia, riducendo tempi di celebrazione dei processi, rinvii e lungaggini. E’ quanto sperimentato con successo a Torino.

Lo scorso 9 settembre, in poco più di quattro ore (per la precisione dalle 8.50 alle 13.10) – come riporta il quotidiano Il Dubbio -, sono state, infatti, celebrate al Palazzo di Giustizia del capoluogo piemontese 179 udienze, tutte riguardanti casi di separazione consensuale. L’obiettivo di questo “rito di massa” è quello di smaltire il carico di lavoro degli uffici giudiziari garantendo ai cittadini il diritto a una giustizia in tempi ragionevoli. La pratica, nata da un’intuizione di Massimo Terzi, Presidente del Tribunale di Torino, va avanti già da un anno e mezzo: una volta al mese viene, infatti, organizzata questa seduta “taglia-arretrato” con la trattazione di 150 cause in una sola giornata. Il metodo ha permesso di smaltire circa 3mila procedimenti.

Per il presidente Terzi gli ingredienti alla base di questa ricetta di successo nel panorama nazionale sono soprattutto due: un sapiente uso delle potenzialità offerte dagli strumenti informatici e telematici e il lavoro coordinato di magistrati e avvocati. La tecnologia viene sfruttata, per esempio, per inviare per via telematica la prima richiesta, così da consentire ai vari uffici del tribunale di preparare in anticipo rispetto all’udienza gli atti, i verbali e le sentenze, seguendo modelli già pronti, sulla base di tracce scritte dal Presidente stesso, adattate caso per caso. La soluzione adottata a Torino ha riscosso il giudizio positivo anche degli avvocati che sono così nelle condizioni di assicurare ai loro assistiti esiti certi e chiari in tempi accettabili.

Il caso torinese apre le porte all’estensione di questo tipo di soluzioni anche ad altre realtà territoriali. La strada per il futuro è segnata: sempre più la digitalizzazione e la telematizzazione dei procedimenti potranno consentire il tanto atteso salto di qualità del sistema giustizia italiano.