Grazie al web, in carcere s’impara a essere papà vicini anche se distanti
17 Dicembre 2020
Non smette di essere genitore chi deve scontare una pena e anche da detenuto ha il diritto, riconosciuto da norme del nostro ordinamento penitenziario, di esercitare il proprio ruolo paterno o materno.
Numerose sono le esperienze a tutela della genitorialità in carcere realizzate negli istituti di pena anche in attuazione di protocolli d’intesa tra realtà dell’associazionismo e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Alcune di queste iniziative sono continuate tramite l’uso delle piattaforme video offerte dal web durante la sospensione delle attività in presenza e sono ancora attive, in questa modalità, in molte carceri. Accade anche nella casa circondariale di Catanzaro dove, in versione virtuale, continua il progetto di educazione alla genitorialità tenuto dalla psicologa Maria Teresa Villì e organizzato in collaborazione con l’associazione Universo Minori.
“Prima dell’emergenza Covid – spiega la direttrice Angela Paravati – gli incontri avvenivano in locali appositamente attrezzati ed erano riservati solo ai papà e ai loro bambini, senza la presenza delle madri che accompagnavano i piccoli, in modo da creare quei momenti di confidenza così importanti nel rapporto genitore-figlio”. Poi, a marzo, incontri e attività in presenza sono stati sospesi. “I limiti agli spostamenti previsti da questa seconda fase – aggiunge la dirigente – hanno di nuovo impedito buona parte dei colloqui. I bambini che possono recarsi in carcere perché vivono nello stesso territorio devono comunque incontrare i papà separati da schermi e utilizzare altri dispositivi che non aiutano comunque la spontaneità dell’incontro”.
Una situazione che accresce nei padri il timore di non riuscire a mantenere le relazioni con i figli più piccoli, in un periodo già gravato per tutti da incertezza sulla durata dell’emergenza.
“Per consentire ai detenuti di continuare a essere presenti come padri anche in questo momento – continua Paravati – abbiamo attrezzato delle aule con postazioni web tramite le quali è possibile continuare il percorso di educazione alla genitorialità. Negli incontri virtuali si riscrivono momenti dell’infanzia, tramite la condivisione di ricordi in modo da rievocare situazioni felici e dare continuità alla presenza del papà. Riuscire a essere un buon genitore è una motivazione importante per aderire alle altre opportunità presenti nella Casa Circondariale, come corsi di studio, formazione professionale, lavoro”.
Laboratori creativi , durante i quali padri e figli hanno contribuito ad allestire i locali dei colloqui e giornate di condivisione di momenti ricreativi con le famiglie sono alcuni degli interventi attuati dalla direzione dell’istituto di Catanzaro in collaborazione con Universo Minori, associazione nata 2009 per volontà di Orazio Ciampa, che all’epoca era il Procuratore Capo del Tribunale per i Minorenni.
“L’attività dell’associazione – spiega la presidente Rita Tulelli – è volta a dare sostegno ai bambini figli di genitori detenuti, che si trovano a sopportare varie limitazioni nei rapporti familiari senza aver commesso alcun reato”.