I detenuti attori di Verona e la discesa “Ne la città dolente”

Detenuti attori rappresentazione teatrale itinerante nel carcere di Verona
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Esperienza unica quella che hanno vissuto gli spettatori dello spettacolo teatrale itinerante “Ne la città dolente” ideato dal regista Alessandro Anderloni messo in scena nella Casa Circondariale “Montorio” di Verona.

Le terzine di Dante Alighieri hanno risuonato nei corridoi, nelle aule e nei passeggi del carcere dove 14 detenuti, 1 detenuta e 8 studenti delle scuole superiori veronesi hanno interpretato alcuni versi dell’Inferno. È il primo di tre capitoli del progetto di teatro in carcere sostenuto dalla Fondazione San Zeno e dall’associazione culturale Le Falìe e dedicato alla Divina Commedia, che accompagnerà all’anniversario del 2021 per ricordare i settecento anni dalla morte del ‘sommo poeta’.

“Un’esperienza sonora e visiva totalizzante per gli spettatori che hanno potuto ascoltare i monologhi di Paolo e Francesca, di Ulisse, di Brunetto Latini, del Conte Ugolino in luoghi in cui normalmente non è dato accedere – fa sapere l’associazione Le Falìe – un ‘cammino ascoso’, come lo definisce il poeta; una catarsi visiva e sonora che ha coinvolto, a tratti impietrito e turbato, il pubblico.”

La direttrice Mariagrazia Bregoli, nel presentare lo spettacolo, ha tenuto a sottolineare che il carcere non è una “città dolente: può essere luogo di creazioni artistiche e di speranza”. Fragoroso e liberatorio è stato l’urlo finale dei detenuti prima dell’interminabile applauso.