I detenuti di Opera approdano online con la rivista Mabul

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Una rivista per raccontare il mabul, il disorientamento che abita il mondo. È il nome scelto dai detenuti di Milano Opera per la nuova rivista online, lo stesso del giornale creato dentro il penitenziario nel settembre 2023.

È riduttivo definire il mabul un diluvio: nella Bibbia – scrive Davide Assael, filosofo, sul quotidiano “Domani” – si tratta della “caduta delle acque dall’alto e la contemporanea emersione delle acque dal basso”. Un evento estremo che provoca la perdita di punti di riferimento: “Come quando ci si trova sepolti sotto una valanga di neve – prosegue Assael – e non si sa più se, scavando, ci si stia dirigendo verso l’uscita o se ci si stia seppellendo ulteriormente”.

All’inizio, una suggestione – le lezioni sul fenomeno biblico organizzati con la Cattolica di Milano – e il sentimento di vicinanza a questa condizione dei detenuti di Opera. Poi, la rivista dei ristretti del penitenziario ha preso forma, diventando un “periodico pensato, creato e gestito da detenuti”, si legge sul sito.

Come tutte le redazioni, Mabul ha bisogno di fondi per sostenersi. Contributi di qualsiasi natura – anche la partecipazione di giornalisti e volti della cultura – sono ben accetti. Il prossimo appuntamento per conoscere il progetto è il 5 luglio alle 18, presso il centro sportivo Vige di Milano.