De Andrè e il laboratorio teatrale di Frosinone: nonostante tutto

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Nel teatro della Casa Circondariale di Frosinone, alla fine dello scorso mese di marzo, sarebbe dovuto andare in scena “Personaggi con autore”, evento conclusivo del progetto teatrale “Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori”. A fine febbraio il copione – basato su testi di Fabrizio De Andrè, rivisitati nel corso di un laboratorio multi espressivo – era pronto e la scenografia era in allestimento.

Poi nel periodo buio caratterizzato dall’emergenza Covid-19 e dalle rivolte che hanno investito il mondo penitenziario, nell’istituto ciociaro (così come nelle altre carceri italiane) è stato disposto il blocco dei colloqui e delle attività. Uno “stop traumatico” – così viene definito dagli organizzatori del laboratorio – che però non ha impedito un momento di riflessione e confronto: operatori e detenuti coinvolti hanno deciso con determinazione di continuare, in qualche  modo, i lavori. Ha preso così vita una sorta di laboratorio diffuso nelle stanze di pernottamento dei detenuti. L’educatrice responsabile del progetto ha distribuito testi poetici, brani letterari, articoli di stampa che hanno ispirato disegni e altre realizzazioni grafiche mentre, per la narrazione teatrale, sono stati utilizzati i soli mezzi espressivi consentiti dal lockdown: immagini, voci e suoni registrati.

 

Si è venuto a delineare così un nuovo canovaccio, frutto, ancora una volta, di una narrazione collettiva il cui titolo “La riscrittura di un copione: In direzione ostinata e contraria. Letture di questi nostri giorni” evoca, non a caso, l’antologia postuma di Fabrizio De Andrè dal titolo, appunto, In direzione opposta e contraria.  Tutto il materiale artistico è stato trasposto in un audio-video destinato a un pubblico virtuale costituito da studenti di due istituti scolastici che collaborano da tempo con il carcere. Il video descrive un percorso accidentato ma mai interrotto e, soprattutto, come sottolinea Stefania Patrì, insegnante e ideatrice del progetto: “Si racconta la fedeltà all’impegno preso camminando, ancora una volta, in direzione ostinata e contraria, verso la meta”.

In allegato il testo curato da:
– Patrizia Luisa De Santis, funzionario giuridico-pedagogico presso la Casa Circondariale di Frosinone
Stefania Patrì, insegnante di discipline letterarie presso l’IPSSEOA “M. Buonarroti” di Fiuggi e Cpia di Frosinone

 

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