Il Corpo di polizia penitenziaria: storia e specialità

2 giugno: ritiro della Bandiera della Polizia Penitenziaria
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Cenni storici

Le origini della Polizia penitenziaria risalgono al 18 marzo 1817, quando il Regno di Sardegna promulgò le Regie Patenti, atto istitutivo dei custodi delle carceri. Nel 1890 un Regio Decreto sancì ufficialmente la denominazione di ‘Corpo degli Agenti di Custodia’.

Con la Legge n. 395 del 15 dicembre 1990, il Corpo assunse l’attuale denominazione di ‘Corpo di polizia penitenziaria’, acquisendo lo status giuridico di Forza di Polizia ad ordinamento civile. La Riforma ampliò le competenze e le funzioni, attribuendo al Corpo un ruolo determinante nella tutela della legalità, dell’ordine e della sicurezza all’interno degli istituti penitenziari, nonché nei servizi connessi alla giustizia e alla sicurezza pubblica.

Con Decreto del Ministro della Giustizia del 10 dicembre 2023 è stata ridefinita una struttura di governance più moderna ed efficiente del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, articolata in Uffici e in Divisioni, a capo delle quali sono stati posti i Primi Dirigenti di Polizia Penitenziaria.

Nel corso dei suoi 209 anni di storia la Polizia penitenziaria ha costantemente saputo rinnovarsi, operando con elevato senso del dovere, spirito di sacrificio e alta professionalità.

La Bandiera

Nel 1945 la Bandiera Nazionale fu attribuita al Corpo degli agenti di custodia in quanto parte delle ‘Forze armate dello Stato e di quelle in servizio di Pubblica sicurezza’. Con la Legge di riforma del 1990, la Bandiera fu trasferita al Corpo di polizia penitenziaria.

È custodita presso l’Ufficio del Capo del Dipartimento e viene esposta in occasione di cerimonie solenni. La Bandiera del Corpo di polizia penitenziaria è insignita delle seguenti onorificenze: Medaglia d’Oro al valor civile, Medaglia d’Argento al Valore Civile, Medaglia d’Oro al Merito Civile, Medaglia d’Oro al Merito della Redenzione Sociale, Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia e Medaglia d’Oro della Protezione Civile Nazionale.

Compiti, servizi e specialità

Attualmente la Polizia Penitenziaria svolge il proprio servizio in 189 reparti territoriali presso istituti penitenziari per adulti e in 17 per minori, oltre che nelle strutture e nei servizi a essi affidati.

Il Corpo, composto da 37.143 unità di personale, distribuite nei diversi ruoli e qualifiche, assicura l’esecuzione delle misure privative della libertà personale, garantisce ordine, sicurezza e disciplina all’interno e all’esterno degli istituti penitenziari e partecipa alle attività di osservazione e trattamento rieducativo di 63.895 detenuti e internati, di cui 734 sottoposti al regime speciale del 41 bis e 9.258 appartenenti al circuito alta sicurezza.

I Reparti territoriali della Polizia penitenziaria rappresentano un solido presidio di legalità, ordine e disciplina all’interno degli istituti penitenziari, operando con dedizione e professionalità. Il loro contributo è essenziale per la sicurezza nazionale e per la tutela delle garanzie costituzionali, rafforzando in modo significativo la missione e il valore del Corpo. Per la delicatezza e la specificità delle funzioni svolte, la formazione iniziale e il costante aggiornamento professionale si configurano quali pilastri irrinunciabili, per assicurare la crescita, l’evoluzione e l’eccellenza operativa del personale.

La Divisione che si occupa del Servizio traduzioni e piantonamenti assicura il trasferimento delle persone detenute e internate e il loro piantonamento nei luoghi esterni di cura: può contare su 2.940 unità e 1.542 automezzi. La Centrale Operativa Nazionale garantisce supporto operativo, sicurezza delle comunicazioni e programmazione delle traduzioni, incluse quelle aeree in collaborazione con la Guardia di Finanza. Nella Divisione è incardinato il Servizio di polizia stradale.

Gruppo Operativo Mobile (GOM): con i 12 reparti operativi, è il Reparto specializzato del Corpo che garantisce l’attuazione del regime speciale previsto dall’art. 41bis dell’Ordinamento Penitenziario, gestisce i detenuti collaboratori di giustizia ritenuti di maggiore esposizione a rischio e i ristretti per reati di terrorismo, anche internazionale. Garantisce la sicurezza nei reparti detentivi, nei servizi di traduzione e piantonamento e, in sinergia con l’Autorità Giudiziaria, svolge una importante attività di intelligence.

Nucleo Investigativo Centrale (NIC): è il servizio centrale di Polizia Giudiziaria del Corpo. Con 11 ‘nuclei regionali’, ha eseguito 2.286 deleghe d’indagine dell’Autorità Giudiziaria. A livello centrale, monitora e analizza fenomeni penitenziari di rilievo Nazionale a fini preventivi, repressivi e strategici.

Ufficio per la Sicurezza Personale e per la Vigilanza (USPeV): nell’ambito del coordinamento interforze, garantisce la sicurezza delle Autorità dell’Amministrazione della Giustizia, destinatarie di misure di tutela. Svolge, inoltre, attività di presidio e controllo nelle sedi ministeriali e dipartimentali.

Gruppo di Intervento Operativo (GIO): istituito nel 2024 con decreto del Ministro della Giustizia, è un reparto specializzato che opera alle dirette dipendenze del Capo del Dipartimento per fronteggiare le emergenze penitenziarie che compromettono l’ordine e la sicurezza all’interno degli istituti penitenziari.

Servizio Cinofili: unità altamente specializzate che, grazie all’impiego di cani addestrati, svolgono un’azione costante di prevenzione e contrasto all’introduzione e al traffico di sostanze stupefacenti e di materiali non consentiti all’interno delle strutture detentive. Nella stessa Divisione sono incardinati il Servizio Navale e il Servizio a Cavallo, reparti specializzati che ampliano la capacità operativa del Corpo, assicurando controllo, vigilanza e supporto in contesti territoriali e ambientali specifici.

Per innalzare ulteriormente gli standard di sicurezza, l’Amministrazione ha avviato un progetto mirato a fronteggiare le nuove minacce di matrice criminale, con particolare attenzione all’utilizzo illecito di droni per l’introduzione di sostanze stupefacenti e di oggetti non consentiti all’interno degli istituti penitenziari. In questo contesto è stata istituita la specializzazione di Pilota UAS – Unmanned Aerial System: operatori appositamente selezionati e addestrati all’impiego di sistemi aerei a pilotaggio remoto, capaci di intercettare, monitorare e neutralizzare tentativi di intrusioni dall’alto, assicurando un controllo ancora più capillare e tecnologicamente avanzato.

Tra le specializzazioni del Corpo, quella di Analista Criminale, nonché i ruoli di Matricolista, Informatico e Negoziatore, quest’ultima cruciale per la gestione di eventi critici in ambito carcerario, come sommosse o sequestri, con l’utilizzo di tecniche di de-escalation e dialogo finalizzate alla riduzione del conflitto e alla tutela della sicurezza.

Laboratorio Centrale per la Banca Dati Nazionale del DNA “Grazia De Carli”: attivo dal 2009, si avvale dei biologi e informatici dei Ruoli Tecnici della Polizia penitenziaria. Nel 2025 ha contribuito all’identificazione di numerose tracce ignote e all’inserimento di oltre 125mila profili genetici ‘noti’ nella Banca Dati Nazionale del DNA, consentendo all’Autorità Giudiziaria il riconoscimento di persone presenti sulle scene del crimine.

Istituti penali per i minorenni e servizi della Giustizia Minorile: sono oltre 1.000 le unità di Polizia penitenziaria specializzate che operano nel trattamento dei detenuti minorenni.

Nuclei degli Uffici di Esecuzione Penale Esterna: vi operano 400 unità di Polizia penitenziaria, incaricate di verificare il rispetto delle prescrizioni della magistratura di sorveglianza e di assicurare il corretto svolgimento dei dibattimenti a distanza, tramite il servizio di multivideoconferenze.

La Polizia Penitenziaria contribuisce alla lotta contro la criminalità organizzata e al terrorismo, operando presso la Direzione Investigativa Antimafia (DIA), la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo (DNA) e, a livello internazionale, presso Eurojust all’Aia, favorendo il coordinamento giudiziario tra le autorità competenti. Partecipa inoltre in maniera attiva alle missioni internazionali, contribuendo ai programmi di cooperazione e assistenza giudiziaria.

Il Corpo è ampiamente rappresentato anche in ambito sportivo. Il Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre, istituito nel 1983, ha conseguito nel corso degli anni importanti risultati sia in campo nazionale che internazionale. In occasione delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, la partecipazione di un atleta paralimpico e di otto atleti olimpici – alcuni dei quali oggi presenti in tribuna, tra cui Carolina Kostner, Matteo Rizzo, Charline Guinard e Marco Fabbri, Filippo Ambrosini e Rebecca Ghilardi – testimonia un percorso fondato su impegno, disciplina e spirito di squadra. La squadra dell’Astrea Calcio, fondata nel 1948, rappresenta una delle espressioni storiche dell’identità sportiva del Corpo. Nata con l’obiettivo di promuovere i valori dello sport tra il personale, ha saputo nel tempo consolidare la propria presenza nel panorama calcistico dilettantistico nazionale, divenendo simbolo di tradizione, appartenenza e passione sportiva.