Il direttore del carcere di Prato: ecco cos’è successo il 9 ottobre

Ingresso del carcere di Prato
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L’episodio avvenuto di recente nella Casa circondariale di Prato è stato accompagnato da prese di posizione legate a una ricostruzione dei fatti, da parte di alcune testate, non rispondente alla realtà. Per sgomberare il campo da interpretazioni e ricostruzioni infondate, il direttore della casa circondariale toscana, Vincenzo Tedeschi, ha ritenuto opportuno divulgare l’esatto svolgimento dell’accaduto.

“Il 9 ottobre intorno alle 7 di sera, nella 2^ sezione del reparto di media sicurezza, due detenuti di origine nordafricana, (A.O. e A.K.) si rifiutano di far rientro nelle celle dopo il tempo dedicato alla ‘socialità’. I due sono in un evidente stato di alterazione che sembra derivare dall’assunzione di alcol prodotto grazie alla macerazione della frutta che viene distribuita ai pasti.

Uno di loro, in particolare, dopo essersi tolto i vestiti, impugna una lametta: inizialmente si provoca delle leggere ferite, poi la brandisce all’indirizzo dei poliziotti penitenziari, minacciandoli. L’altro, nel frattempo, cerca di rompere le finestre che si aprono sul corridoio, poi danneggia il quadro elettrico, scardinando lo sportello per utilizzarlo come corpo contundente, sempre contro il personale di Polizia Penitenziaria, e, quindi, afferrato un fornello a gas che un altro detenuto gli passa, lo scaglia violentemente contro un agente che, per proteggersi, si procura un trauma contusivo alla mano sinistra e 7 giorni di prognosi. Un altro agente, spintonato dallo stesso detenuto, cade a terra, battendo violentemente zigomo e ginocchio: 8 giorni di prognosi”.

Il direttore del carcere di Prato precisa poi che “alcuni detenuti presenti al momento dei fatti hanno cercato di contenere i due nordafricani, difendendo il personale di Polizia Penitenziaria”.

“Tutto è tornato alla normalità nel volgere di 15 minuti – aggiunge Tedeschi -. La direzione ha immediatamente optato per l’isolamento dei due e l’esclusione per 15 giorni dalle attività in comune con gli altri, chiedendone successivamente il trasferimento ad altre sedi, per motivi di ordine e sicurezza”.

Sono del tutto prive di fondamento quindi, secondo il direttore del carcere di Prato, quegli articoli di stampa che hanno utilizzato le seguenti espressioni: “furibonda rissa tra detenuti”; agente sfregiato al volto”; altri detenuti sarebbero andati a dar manforte contro gli agenti”; “i detenuti del carcere di Prato volevano uccidere”.