Il dono di Francesco ai detenuti, che lo piangono come un padre

FacebookTwitterWhatsAppEmailCopy Link

“Un fiore accompagnato da una lettera che i detenuti gli hanno affidato per posarlo sulla tomba di Papa Francesco”. Monsignor Benoni Ambarus, intervistato da Andrea Ossino per la Repubblica, ricorda l’impegno del Papa per i detenuti e che, nonostante la fatica degli ultimi giorni, “ha trascinato il suo corpo a Regina Coeli, per urlare al mondo la necessità di prestare attenzione ai detenuti”. Per loro, dice Ambarus, “é morto un padre”.

Ricorda ancora l’apertura della Porta Santa a Rebibbia, “un modo per riaccendere la luce sul mondo dei detenuti. Per loro significa presenza, speranza, rispetto”, e di questo – prosegue – “sono grato a Giovanni Russo. Senza di lui non ci saremmo riusciti”.

Papa Francesco, svela infine Ambarus, terminate le finanze cui chiedevo di attingere per avere un contributo, “ha inviato 200mila euro di tasca sua” ai detenuti.  “Ora, con il testamento, vengo a sapere che verrà seppellito grazie a un benefattore. Perché lui ha donato tutto sé stesso agli ultimi”.

Allegati