Penitenziaria, Bonafede: “Finito il tempo del lavoro nell’ombra”

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“Oggi celebriamo oltre due secoli di vita, di storia, di servizio al Paese da parte di donne e uomini che, indossando la divisa della Polizia Penitenziaria, svolgono un ruolo centrale per la giustizia italiana e per la sicurezza dell’intera collettività. Siete un patrimonio preziosissimo di professionalità, di umanità, di capacità di gestire situazioni pericolose, di dedizione, coraggio e senso dello Stato. Questo patrimonio in passato non è stato adeguatamente valorizzato. Ora è arrivato il momento di dare alla Polizia Penitenziaria la luce che merita”. Con queste parole il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, è intervenuto alla cerimonia per il 202esimo anniversario della fondazione del Corpo della Polizia Penitenziaria.

Durante l’evento svoltosi a Roma, in Piazza del Popolo, il Guardasigilli  ha ringraziato tutti gli appartenenti al Corpo per il servizio assicurato al Paese e ai cittadini: “Se un detenuto viene rieducato e non torna a delinquere, è soprattutto grazie al contributo fondamentale dato da questo Corpo di polizia che vive e lavora alla frontiera, in quella delicatissima zona di contatto tra lo Stato e chi ne ha violato le regole. Tutti i progetti di rieducazione e reinserimento dei detenuti a cui stiamo lavorando rimarrebbero sulla carta senza il vostro indispensabile apporto. Il lavoro della Polizia Penitenziaria dentro al carcere è fondamentale per l’intera collettività”.

Bonafede ha, inoltre, ricordato il sacrificio degli agenti caduti nell’adempimento dei loro doveri e nella difesa della legalità. Stamattina il Guardasigilli ha deposto una corona d’alloro all’Altare della Patria, dinanzi al monumento del Milite ignoto, per ricordare il coraggio e l’integrità dei tanti valorosi servitori delle istituzioni che hanno perso la vita.

Ricordando le difficili condizioni di lavoro del Corpo, Alfonso Bonafede ha citato gli impegni già assunti per rispettare la dignità e per aumentare la sicurezza degli agenti: “Abbiamo deciso di affrontare seriamente il problema del sovraffollamento carcerario avviando una serie di lavori di ordinaria e straordinaria manutenzione delle strutture esistenti e di progettare la realizzazione di nuove strutture, per esempio attraverso l’utilizzo di caserme ormai dismesse. Stiamo investendo, inoltre, nell’arruolamento di personale, 1.300 unità in più saranno già al lavoro dal prossimo mese, e nel potenziamento degli equipaggiamenti, delle infrastrutture e degli strumenti in dotazione”.

Il Guardasigilli ha, infine, citato i vari reparti specializzati, le diverse articolazioni del Corpo e ricordato i successi degli atleti delle Fiamme Azzurre, concludendo con un messaggio rivolto agli agenti presenti nello schieramento d’onore: “Dovete essere onorati di rappresentare i 40.000 Poliziotti Penitenziari quotidianamente in servizio, anche in questo momento. Come dico sempre, siete una squadra meravigliosa di cui mi onoro di far parte”.