Il Rotary Venezia celebra l’impegno della Penitenziaria

Il Rotary Venezia celebra l’impegno della penitenziaria
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È stato assegnato per la prima volta a un appartenente al Corpo di polizia penitenziaria il tradizionale riconoscimento che ogni anno il Rotary Club Venezia conferisce alle Forze dell’ordine. A ricevere il premio, ieri sera a Palazzo Dandolo, la Sovrintendente Maria Comelato, che da poco ha concluso una lunga e apprezzata carriera presso la Casa circondariale di Santa Maria Maggiore di Venezia.

È stata la Direzione dell’istituto penitenziario a segnalare al Club il profilo della Sovrintendente, sottolineando il valore di una donna che ha incarnato con dedizione e rigore lo spirito del Corpo, distinguendosi non solo per le sue competenze operative, ma per l’umanità e la cura con cui ha saputo affrontare la complessità del mondo carcerario. “Come direttore – spiega Enrico Farina – ho voluto indicare Maria Comelato perché la sua storia professionale rappresenta quanto di più autentico vi sia nel nostro lavoro: la fermezza coniugata al rispetto, il senso del dovere che non smette mai di interrogarsi sul significato profondo della sicurezza, della tutela e del recupero. Maria ha concluso il suo percorso nell’Ufficio Matricola, cuore amministrativo dell’istituto, continuando fino all’ultimo giorno a rappresentare un punto di riferimento per colleghi e nuovi operatori”.

La cerimonia, svoltasi alla presenza del presidente del Rotary Club di Venezia, Giovanni Aliata, ha rappresentato un momento intenso e simbolico: un riconoscimento che va oltre la singola persona e che rende visibile, attraverso la sua storia, il lavoro silenzioso e prezioso svolto quotidianamente dalla Polizia penitenziaria per la sicurezza della collettività, per la tutela della legalità e per la gestione delle fragilità interne al sistema.

Anche il Comandante di reparto dell’istituto, Antonio Antonica, ha voluto condividere con tutti gli ospiti e i rappresentanti delle altre Forze dell’ordine presenti la commozione e la soddisfazione per questo riconoscimento “che premia non soltanto una carriera e una figura divenuta punto di riferimento per tantissimi colleghi, ma l’orgoglio di un’intera comunità operativa”.

Un riconoscimento a chi raramente viene celebrato pubblicamente e che rende onore alla Polizia Penitenziaria come presidio di legalità, equilibrio e giustizia.