Il viaggio di Alice: il teatro come bussola educativa
4 Dicembre 2025
IN-SCENANDO nato nel 2024 come spazio di espressione e rielaborazione personale, ha costruito negli anni un metodo educativo basato sull’esperienza diretta, sulla relazione e sull’ascolto, coinvolgendo ogni edizione, circa 30 tra ragazze e ragazzi. Attraverso il teatro, i giovani partecipanti sono stati accompagnati nella trasformazione di vissuti complessi in forme artistiche condivise, sviluppando consapevolezza, responsabilità e capacità di lavorare in gruppo. Il lavoro si è avvalso anche del mezzo filmico che ha offerto loro un ulteriore linguaggio espressivo.
“Il viaggio di Alice”: una metafora di trasformazione
Il ciclo conclusivo, intitolato “Il viaggio di Alice”, ha preso ispirazione dal romanzo di Lewis Carroll, utilizzandolo come metafora di crescita: cadere, perdersi, interrogarsi, riemergere. Una narrazione simbolica che ha guidato i tre gruppi territoriali che hanno lavorato in parallelo: Barcellona Pozzo di Gotto, Messina e Santa Teresa di Riva, ciascuno con un proprio linguaggio artistico, ma uniti da una domanda comune: come attraversare il proprio labirinto interiore e ritrovare la strada?
A Barcellona Pozzo di Gotto i ragazzi hanno creato una partitura fisica e corale ambientata nella “Stanza del tempo”, dominata dalla presenza del Cappellaio Matto. Il tema trattato è stato il tempo che non scorre. Attraverso un lavoro sul respiro e sul ritmo, i partecipanti hanno dato vita a una “danza dell’attesa”, dove tic, gesti e impulsi si trasformano in un ascolto collettivo. Una ricerca che li ha condotti a percepire il tempo non più come limite, ma come possibilità.
A Messina il gruppo ha invece scelto una prospettiva drammaturgica, componendo e interpretando scene a due, ispirate alla Regina di Cuori e alla figura dell’ispezione, simboli di controllo e autorità. Il tema trattato è stato quello del confronto con le regole. Partendo da testi personali, riscritti e messi in discussione, i ragazzi hanno esplorato il tema della responsabilità, del conflitto e del cambiamento di punto di vista. Un lavoro introspettivo che ha trasformato la scena in un luogo di confronto.
A Santa Teresa di Riva, guidati dal Brucaliffo, i giovani hanno costruito uno spazio sospeso intorno alla tavola, luogo di incontro e racconto dove il sogno incontra la realtà. Ognuno ha portato un frammento di sé, trasformandolo in parola condivisa. Tra loro il sogno diventa dialogo e la scena, una piccola comunità immaginaria, dove la narrazione individuale trova ascolto e riconoscimento.
La performance finale ha restituito al pubblico non solo un lavoro artistico, ma l’esito profondo di un percorso educativo. Ogni gesto, parola o silenzio è stato il risultato di un processo di fiducia: un esercizio di libertà che ha permesso ai ragazzi di misurarsi con il proprio tempo, le proprie regole, i propri sogni.
Antonio Previti e Angelo Campo, direttore artistico e direttore didattico, hanno concluso l’esperienza dichiarando: “Alice, nel suo viaggio, cambia prospettiva in continuazione, si rimpicciolisce, si ingrandisce, si rialza, si perde e si ritrova. E forse non c’è metafora migliore per i nostri ragazzi. Le meraviglie non sono luoghi o persone perfette. Sono crepe da cui passa luce, sono domande senza risposta, sono nuovi sguardi possibili. Porte che si aprono, magari piccole, fragili ma vere.”
IN-SCENANDO ha dimostrato ancora una volta come il teatro possa diventare un dispositivo potente di cambiamento: non semplice rappresentazione, ma spazio di trasformazione personale e collettiva.