“In & Out”, progetto inclusivo per i detenuti
di Bergamo

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Un progetto che punta a dare una nuova opportunità ai detenuti. Si chiama “In & Out” e con esso giunge alla sua fase operativa il protocollo d’intesa sottoscritto il 30 aprile dalla casa circondariale di Bergamo e dal Comune, insieme con Ambiti Distrettuali, Fondazioni, Caritas e da numerosi altri soggetti coinvolti in attività di risocializzazione di persone in esecuzione penale. Intento dell’accordo, portare a sintesi l’esperienza di tante realtà operanti nel settore per ottimizzarne i contributi e individuare un piano comune da realizzare grazie a un bando di 150 mila euro, frutto delle erogazioni di numerosi partner, a cui si aggiungono altri 30mila euro finanziati dalla Fondazione MIA (Congregazione della Misericordia Maggiore).

“Grazie a quest’importante esperienza messa in campo da soggetti pubblici e privati sarà possibile superare la frammentazione degli interventi – ha spiegato Marcella Messina, assessore alle politiche sociali del Comune di Bergamo e presidente del Consiglio di rappresentanza dei sindaci -, spesso causa d’inefficacia delle politiche a sostegno delle fasce più fragili, e raggiungere con maggiore determinazione ciò che ci siamo posti come obiettivo”.

Quattro i settori d’intervento cui saranno destinate le azioni d’inclusione sociale dei detenuti: accoglienza e inserimento abitativo attraverso percorsi individuali protetti; accompagnamento e inserimento lavorativo; sostegno alle reti familiari e relazionali di persone in esecuzione penale che hanno figli minori; attività interne al carcere quali progetti socio-educativi, lavorativi, sportivi, culturali e musicali.

Capofila e cabina di regia del progetto sarà la Fondazione Opera Bonomelli insieme al Comitato Carcere e Territorio che si occuperà di raccogliere fondi. Diversi e complementari i contributi degli altri partner come l’associazione Diakomia che metterà a disposizione una rete di appartamenti “protetti” o come il centro servizi aziendali Coesi che individuerà percorsi di formazione sulla base dei bisogni espressi dal mondo del lavoro.

Secondo Teresa Mazzotta, direttrice del carcere di Bergamo, “il protocollo d’intesa rappresenta il coronamento della collaborazione tra l’Istituto e i firmatari che, a vario titolo, operano nel settore dell’esecuzione penale per adulti. Si tratta di una vera e propria galassia di attori che, per la loro specificità, professionalità e competenza garantiscono importanti progetti rivolti alla rieducazione del condannato”.