Di scena in Cassazione le due compagnie teatrali di Rebibbia

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Due compagnie nate nel carcere di Rebibbia calcano oggi una scena d’eccezione: l’aula magna della Cassazione.

Alle 11, le attrici ex detenute de “Le donne del Muro Alto” propongono Olympe. La piece è un tributo a Olympe de Gouges, la più nota tra le attiviste per i diritti delle donne e delle minoranze durante la Rivoluzione francese e, tra l’altro, autrice della Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina. Un’opportunità per riflettere su quanto – e come – è cambiata da allora la condizione femminile.

Alle 15, il “Teatro libero di Rebibbia”, dopo una tappa insolita a largo di Torre Argentina in occasione delle Idi di marzo, calca le scene della Corte con Cesare ‘addamurì. La compagnia di ex detenuti ripropone alcune scene del “Giulio Cesare” di Shakespeare, che ispirarono la pellicola dei fratelli Taviani “Cesare deve morire”.

“Si va in scena!” è l’iniziativa del Comitato pari opportunità della Suprema Corte, una giornata dedicata al valore e al ruolo della rieducazione. Dopo i due spettacoli, due tavole rotonde con giornalisti ed esperti, cui partecipa la prima presidente Margherita Cassano. L’iniziativa si inserisce nell’ambito del 12° programma nazionale di promozione del teatro e della danza in carcere, sostenuto dal Ministero.