Rovigo, inaugurata sezione di assistenza intensiva per i detenuti

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Il nuovo carcere di Rovigo ospiterà la prima sezione di assistenza riabilitativa per i detenuti degli istituti penitenziari del Veneto che necessitano di trattamenti fisiatrici per patologie ortopediche.

La nuova sezione di assistenza intensiva – S.A.I. all’interno del complesso penitenziario, che sorge a poca distanza dalla cittadella sanitaria, è stata inaugurata oggi dal sottosegretario alla giustizia, Jacopo Morrone, e dall’Assessore Regionale alla Sanità e al Sociale Manuela Lanzarin, insieme al Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Francesco Basentini, al Provveditore Regionale, Enrico Sbriglia, e ai vertici della Regione Veneto.

Per il sottosegretario Morrone “all’interno del sistema penitenziario ci sono realtà di  eccellenza come la sezione di assistenza intensiva di Rovigo, che rappresenta un modello in Italia e in Europa.  L’attivazione di strutture specializzate come questa, rappresenta un piccolo passo che contribuisce a migliorare il sistema giustizia”.

Il capo del Dap Basentini  ha sottolineato come l’apertura odierna costituisca “un evento eccezionale che mette insieme due partner pubblici con risultati di efficienza ed efficacia visibili a tutti, in un contesto così delicato e particolare come la sanità penitenziaria. La popolazione detenuti ha diritti ed esigenze come tutti gli utenti del sistema sanitario nazionale e merita di poter fruire di servizi di qualità”.

La sezione, nella quale presteranno servizio un medico fisiatra e due fisioterapisti del servizio sanitario regionale, è attrezzata per accogliere detenuti con patologie ortopediche e per fornire cure fisiatriche e riabilitative ambulatoriali fino a 15 utenti al giorno.

La nuova struttura specializzata della sanità penitenziaria regionale consentirà di rispondere in modo appropriato ai bisogni di riabilitazione fisiatrica degli oltre duemila detenuti nei nove istituti penitenziari del Veneto, evitando i disagi e i costi delle traduzioni delle persone recluse presso strutture ambulatoriali esterne al carcere, con effetti positivi anche sulle liste di attesa dei cittadini veneti. Per il direttore del carcere veneto, Claudio Mazzeo, la struttura inaugurata oggi permette di “fornire un servizio di qualità alle persone detenute, ma anche di ridurre la movimentazione dei reclusi nel territorio, anche ai fini della tutela dell’ordine pubblico”. Secondo il  provveditore regionale Enrico Sbriglia “la sezione specializzata per detenuti potrà alleggerire il carico per il personale di polizia penitenziaria e garantire nel contempo una maggiore sicurezza al territorio”.