Inaugurato il nuovo centro di Giustizia riparativa a Terni
28 Maggio 2026
Sotto il nome Fiore di loto, a Terni il centro per la giustizia riparativa diventa realtà. Si è tenuta ieri la cerimonia di inaugurazione nella struttura di borgo Rivo, in via dell’Aquila, alla presenza, tra gli altri, dei rappresentanti delle istituzioni, del sistema giudiziario, dell’Istituto di mediazione sistemica (Ismes), dell’Uepe, sia di Terni che di Perugia, e dell’USSM.
“Il servizio, che vede la collaborazione tra la Regione, il ministero di Giustizia, gli istituti di pena, i tribunali del territorio e l’università degli studi di Perugia – si legge in una nota del Comune umbro – rappresenta il centro di riferimento per l’intero distretto della Corte d’appello di Perugia”.
Coordinato dalla dottoressa Maria Capone, mediatrice familiare e penale, il nuovo presidio é uno dei 36 centri di giustizia dislocati su tutto il territorio nazionale, presentati dal viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, durante la conferenza stampa del 18 febbraio.
Sarà gestito da Ismes, l’istituto che promuove la mediazione e la riparazione per la gestione dei conflitti, e avrà competenza sull’intero territorio umbro. Gli incontri saranno condotti da otto mediatori esperti e tre mediatori culturali e permetteranno alle vittime del reato, agli autori dell’offesa e ad altri soggetti appartenenti alla comunità di partecipare liberamente, in modo consensuale e attivo, alla risoluzione delle conseguenze derivanti dal reato.
“Il Ministero crede nella giustizia riparativa e grazie alla fortissima sinergia interistituzionale che si è creata è stato possibile raggiungere un importante obiettivo come questo”. Così Claudio Ferrari, dirigente dell’ufficio giustizia riparativa del dipartimento Giustizia minorile e di comunità.
Giustizia riparativa, Sisto: | “Un link fra il sociale e il giuridico”
“Quando la giustizia, senza rinunciare a perseguire e punire i reati, assume una funzione salvifica e di cura, nasce la giustizia riparativa”, ha dichiarato la presidente Sara Francescangeli. “È una funzione socialmente rilevante che ci libera dallo stigma e dal pregiudizio nei confronti del reo e restituisce a tutti noi una società più sicura e coesa”.
Definita “una rivoluzione copernicana” dal Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, la giustizia riparativa riconosce il bisogno di ascolto della vittima e responsabilizza il reo tramite il confronto, elementi spesso trascurati nel processo penale tradizionale. Comprendere il danno inflitto si traduce in ricerca del perdono e favorisce un reale reinserimento in società.