Incontro Nordio-Di Pietro: “Pari dignità tra avvocato e pm”
6 Ottobre 2025
Presente, passato e futuro del ruolo dell’avvocato sono al centro dell’intervento del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, durante la presentazione del libro “La giustizia raccontata”, di Luca Ponti e Luca De Pauli, nella sala degli atti parlamentari del Senato.
In apertura, il Guardasigilli sottolinea che l’avvocato “se non deve essere un ‘tuttologo’, non può nemmeno essere iperspecializzato: questo lo renderebbe un giurista a metà”, citando il sapere enciclopedico di Francesco Carnelutti.
Spazio poi alla riforma costituzionale. Con la separazione delle carriere, “l’avvocato assumerà quel ruolo voluto da Vassalli nel codice di procedura penale dell’88”, sottolinea il Guardasigilli. L’obiettivo è realizzare pienamente il processo accusatorio, trapiantato dal sistema anglosassone, dove “pm e avvocato non indossano la toga, ma la indossa solo il giudice”.
La separazione delle carriere, ricorda il Ministro, è un precipitato, oltre che del codice Vassalli, anche della riforma dell’articolo 111 della Costituzione: modificato nel 1999, fissa il principio della parità di armi tra accusa e difesa.

Con la riforma costituzionale, l’avvocato riacquista dunque centralità. Quella che non aveva durante la vigenza del codice di procedura penale Rocco di stampo inquisitorio del 1930. Un “codice molto coerente, scritto da Giovanni Leone, che poi diventerà Presidente della Repubblica”, racconta Nordio, ma in cui “il pm era l’ater ego del giudice istruttore e viceversa” e “la figura dell’avvocato era estremamente marginale e veniva enfatizzata solo al momento dell’arringa”.
Motivo di orgoglio, per il Ministro, è il via libera alla legge sull’ordinamento forense, “che ha accolto numerosi suggerimenti del Consiglio nazionale forense”; nonostante le “legittime critiche”, essa “ha restituito alla figura dell’avvocato una nuova dignità, autonomia e valorizzazione”.
Infine, il dialogo del Guardasigilli con Antonio Di Pietro, avvocato ed ex magistrato, presente all’evento. Scambio di battute sulle intercettazioni – “Per ‘Mani Pulite’ quante ne avete fatte?” chiede Nordio; “Nessuna”, risponde Di Pietro. Poi alcune riflessioni dell’ex pm sulla riforma costituzionale. “La considero una naturale conseguenza di quel che fu: l’entrata in vigore del codice accusatorio”, dice Di Pietro, che auspica un dialogo informato e non basato su pre-concetti.
Presenti all’evento con gli autori del libro, Luca Ponti e Luca De Pauli, anche Simonetta Matone, ex magistrata e componente della commissione Giustizia della Camera dei deputati, e Tommaso Cerno, direttore de Il Tempo.