La Partita con papà, 68 volte in campo per i ‘Bambinisenzasbarre’

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Loro non hanno colpe”, questo il titolo della campagna nazionale curata dalla Onlus Bambinisenzasbarre per tutelare, anche attraverso una raccolta fondi (dall’1 al 28 dicembre, chiamando il numero solidale 45594), i 100mila bambini che hanno la mamma o il papà detenuti negli istituti penitenziari.

La prima frontiera dell’associazione è quella degli “spazi gialli”, il programma di interventi che accoglie ogni giorno 10mila di questi minori, in difesa del diritto al mantenimento del rapporto con il proprio genitore.

L’altro strumento di penetrazione sociale è la Partita con papà, appuntamento che consente di “declinare il carcere alla prova dei bambini”. Il progetto è nato nel 2015 ed è stato inserito anche nella Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti, un’iniziativa unica in Europa che il Ministero della Giustizia ha applicato fin dal 2014, in accordo con l’Autorità garante dell’infanzia e dell’adolescenza e con l’associazione proponente.

partita con papà, bambini senza sbarre

Da venerdì prossimo, 30 novembre, si apre il serrato calendario delle 68 partite in programma: primo calcio d’inizio nella casa circondariale di Treviso. Si replica il giorno successivo a Velletri, Bollate, Milano-Opera, Massa e Giarre, prime tappe di un giro d’Italia che occuperà quasi tutto il mese di dicembre e vedrà coinvolti quest’anno 2800 bambini e 1700 genitori.

Attraverso una tradizione ormai consolidata, la Partita con papà ha rappresentato un momento di “normalità e vicinanza” per ragazzi che più degli altri hanno bisogno di ancorarsi alle certezze dei rapporti familiari. Secondo i responsabili di Bambinisenzasbarre è l’unico vero strumento di protezione e prevenzione per contrastare fenomeni di abbandono scolastico, disoccupazione, disagio sociale, illegalità e detenzione, perchéil 30% dei figli di genitori detenuti è a rischio di diventare detenuto a sua volta se non si tutela la relazione per evitare che la scomparsa del genitore imprigioni il figlio nel modello genitoriale” (fonte: Federazione dei Relais Enfants Parents, Parigi).