Italia-Asean, corsi ispirati a Falcone, Borsellino e Livatino

Gruppo ASEAN
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Si sono tenuti, dal 10 al 21 novembre, due importanti corsi di formazione, presso la scuola di perfezionamento della forze di polizia e l’ufficio di coordinamento e pianificazione delle forze di polizia, dedicati a rappresentanti dell’associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico (Asean).

I corsi, nell’ambito di programmi di assistenza tecnica e cooperazione internazionale ispirati alle figure emblematiche dei magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, nonché al giovane giudice Rosario Livatino, aventi per oggetto, rispettivamente, la lotta alla criminalità finanziaria e al cyber crime e il contrasto alla corruzione. Un ulteriore passo nella condivisione dell’esperienza italiana nelle indagini finanziarie per il contrasto alla criminalità organizzata transnazionale, per promuovere strategie coordinate e innovative per affrontare sfide globali come il cybercrime.

Entrambe le iniziative, organizzate congiuntamente dal dipartimento della Pubblica Sicurezza, dal ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale e dal ministero della Giustizia, sono state inaugurate con due distinte cerimonie di apertura presiedute da Annunziato Vardé, prefetto e direttore dell’ufficio Coordinamento e pianificazione delle forze di polizia e dal capo del dipartimento degli Affari di giustizia di via Arenula, Antonia Giammaria, presso la sala Livatino del dicastero della Giustizia.

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I partecipanti, provenienti da Brunei, Cambogia, Indonesia, Laos, Malesia, Singapore, Tailandia, Timor Est, Vietnam, hanno avuto l’opportunità di visitare strutture specializzate, come il servizio per la sicurezza cibernetica e di confrontarsi con relatori di alto profilo provenienti, oltre che dalla magistratura, anche da polizia, carabinieri, guardia di finanza e dalle varie specialità del dipartimento della Pubblica sicurezza.

Il programma, ispirato al metodo investigativo pionieristico di Falcone e Borsellino, ha enfatizzato l’importanza del coordinamento internazionale e dell’adattamento alle evoluzioni digitali del crimine organizzato, che causa danni globali stimati in 10 trilioni di dollari annui entro il 2025.