Italia-Kirghizistan, Nordio e Asanaliev siglano trattato assistenza giudiziaria
9 Giugno 2026
Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e il Procuratore Generale della Repubblica del Kirghizistan, Maksat Kubatovich Asanaliev, hanno stipulato oggi il Trattato di assistenza giudiziaria in materia penale, alla presenza del Capo di Gabinetto Antonio Mura, del Consigliere diplomatico Andrea Ferrari, del Direttore Generale degli Affari internazionali e della cooperazione giudiziaria Mariaemanuela Guerra.
Il documento si inserisce in un percorso di progressivo consolidamento del quadro convenzionale bilaterale, volto a rendere completa la collaborazione tra i due Paesi in ambito penale, e segue al Trattato di estradizione, firmato a Roma il 3 ottobre 2024.

“La sigla del Trattato mostra la volontà condivisa di rafforzare ulteriormente il dialogo e la cooperazione tra le nostre Autorità in ambito giudiziario, confermando il crescente interesse per i temi della giustizia e lo Stato di diritto”. Così il Ministro Nordio apre l’incontro con la delegazione kirghisa.
Il testo è stato siglato questo pomeriggio nella Sala Livatino del Ministero della Giustizia, alla presenza della delegazione Kirghisa, composta dal Direttore Generale per gli affari giuridici internazionali Ramazan Ibraimov, dal Procuratore per i Trasporti Azamat Osmonaliev, e dall’Ambasciatore della Repubblica del Kirghizistan presso la Repubblica Italiana Ermek Omuraliev.

“La sottoscrizione dell’accordo é un passo importante per i nostri Paesi. E’ una base solida per avere lo sviluppo dei rapporti soprattutto in ambito giuridico” ha sottolineato il Procuratore generale, ringraziando l’Italia per il sostegno ricevuto nell’ambito del Consiglio d’Europa.
Il trattato obbliga i firmatari alla reciproca assistenza giudiziaria in materia penale, individuando le autorità competenti nel Ministero della Giustizia per l’Italia e nell’Ufficio del Procuratore Generale per il Kirghizistan. Al tempo stesso, disciplina dettagliatamente l’ambito di applicazione degli interventi in materia penale e le modalità di formalizzazione delle istanze, prevedendo strumenti di cooperazione avanzata, come le squadre investigative comuni e le consegne sorvegliate. L’accordo, inoltre, regolamenta le garanzie a tutela dei diritti individuali e prevede cause tassative di rifiuto dell’assistenza penale, tra cui ragioni politiche, militari, o discriminatorie.