Italia, Messico e Unicri insieme per cultura della legalità
13 Marzo 2025
Rafforzare e intensificare la collaborazione nel contrasto alla criminalità organizzata, attraverso lo scambio d’informazioni e buone prassi in materia di giustizia penale e amministrazione penitenziaria. Ma anche elaborare programmi comuni rivolti alla ricerca scientifica e alla promozione dello studio, della conoscenza e della formazione per consolidare la cultura della legalità. Con queste finalità, Ministero della Giustizia italiano, Segretariato per la Sicurezza e la Protezione Cittadina (SSCP) degli Stati Uniti Messicani e Istituto Interregionale delle Nazioni Unite per la Ricerca sul Crimine e la Giustizia (UNICRI) hanno sottoscritto una Lettera di Intenti per avviare un programma di cooperazione che possa portare alla costituzione di un Memorandum da firmare nei prossimi mesi in Italia.
Il documento è stato sottoscritto nei giorni scorsi a Città del Messico dal sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove, dal sottosegretario per la Sicurezza degli Stati Uniti Messicani Hector Elizalde e dal direttore di UNICRI Leif Villadsen. Nella delegazione italiana erano presenti anche il capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria f.f. Lina Di Domenico e il vicedirettore generale del Personale del DAP, dirigente superiore di Polizia penitenziaria Augusto Zaccariello.
L’iniziativa segue precedenti negoziazioni con il Governo Federale degli Stati Uniti del Messico avviate nel dicembre 2024 da Vincenzo Lo Cascio, ex responsabile dell’Ufficio Centrale Lavoro Detenuti del DAP e recentemente distaccato presso UNICRI, appositamente delegato dalla suddetta agenzia delle Nazioni Unite. All’esito di tali contatti, svolti unitamente all’Ambasciata italiana, e dei report che ne sono seguiti, il Governo federale messicano ha invitato il rappresentante del Governo Italiano e la delegazione dell’Amministrazione Penitenziaria.
Nel corso degli incontri che hanno preceduto la firma della Lettera è stato riconosciuto il ruolo e il primato del modello italiano nella lotta al crimine organizzato, che hanno costituito lo spunto per Nazioni Unite e Messico per chiedere il coinvolgimento del nostro Paese e beneficiare dell’expertise italiana per la riorganizzazione del sistema penitenziario messicano, dello sviluppo dell’intelligence carceraria e, più in generale, della strategia di contrasto alla criminalità organizzata.

Rivendicando come l’Italia sia oggi la principale “esportatrice di antimafia” al mondo, il sottosegretario Delmastro Delle Vedove ha confermato la “disponibilità del Governo Italiano a condividere gli strumenti normativi e organizzativi sviluppati nel contrasto al crimine organizzato: dal regime speciale dell’art. 41 bis all’ergastolo ostativo per i membri delle organizzazioni criminali, dal sequestro dei patrimoni della criminalità organizzata prima della condanna definitiva alla diversificazione dei circuiti detentivi, fino all’organizzazione del Corpo di polizia specializzato nell’esecuzione penale e dei suoi reparti speciali, Gruppo Operativo Mobile (GOM), Nucleo Investigativo Centrale (NIC) e Gruppo di Intervento Operativo (GIO). Mi auguro – ha concluso – che la firma della Lettera di Intenti possa segnare l’avvio di una alleanza fra Italia e Messico per il contrasto alla criminalità organizzata, con l’obiettivo, fra gli altri, di disarticolare i legami fra i cartelli messicani e la ndrangheta”.