La conversione di Biella: 1000 mascherine al giorno dalla sartoria

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Secondo il progetto avviato lo scorso dicembre, la sartoria della casa circondariale di Biella avrebbe dovuto produrre divise per la Polizia Penitenziaria e occupare una cinquantina di detenuti. Ma l’emergenza sanitaria non ha permesso di completare la formazione del personale e in più ha portato nuove urgenze produttive, come quella di dispositivi per la protezione.

Così la scelta è stata quella di riconvertire provvisoriamente il laboratorio nel confezionamento di mascherine e altro materiale indispensabile per contrastare il contagio da Covid-19.

Sartoria del carcere di Biella, divise Polizia Penitenziaria
La sartoria del carcere di Biella

Attualmente vi lavorano 28 detenuti, opportunamente formati ed equipaggiati, che da lunedì 4 maggio saranno in grado di produrre fino a 1000 mascherine al giorno.
La direttrice dell’istituto Tullia Ardito ha sottoscritto una convenzione con l’Ente certificatore dei dispositivi con cui è in costante videocollegamento per verifiche sulla qualità dei prodotti e sui procedimenti di sanificazione (premesse per ottenere l’ISO 9000). Le mascherine potranno infatti essere utilizzate dal personale penitenziario solo dopo aver ottenuto la certificazione come dispositivi medici o di protezione individuale (DPI).

Nel frattempo i materiali potrebbero essere utilizzati come mascherine filtranti di comunità il cui uso è ammesso dal DPCM.