La funzione sociale del gioco da tavolo: a Nisida la prima grande ludoteca

(Credit: Ministero della Giustizia – Dgmc)
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Una collezione di oltre cento copie di giochi da tavolo, diciannove titoli differenti e uno spazio interamente ripensato per favorire l’aggregazione, il rispetto delle regole e la sana competizione, hanno trovato spazio nella nuova ludoteca permanente, presso l’istituto penale minorile di Nisida, con il progetto nato dalla sinergia tra l’associazione Board Game Social Club (BGSC), la casa editrice Giochi Uniti e l’Associazione Educatori Ludici. L’iniziativa, intitolata “BGSC Inside – Il Gioco Oltre le Mura”, non rappresenta soltanto un momento di svago, ma un vero e proprio percorso rieducativo in piena armonia con lo spirito dell’articolo 27 della Costituzione italiana.

(Credit: Ministero della Giustizia – Dgmc)
(Credit: Ministero della Giustizia – Dgmc)

L’inaugurazione odierna rappresenta il traguardo di un progressivo lavoro sul campo, strutturato dagli esperti, per vincere la naturale diffidenza iniziale dei giovani ospiti.

Il percorso si è articolato attraverso incontri preparatori mirati, concepiti come una vera e propria palestra di alfabetizzazione ludica e relazionale, in cui dalle regole base si è passati alla strategia. Nella prima fase gli educatori hanno proposto giochi semplici, immediati e coinvolgenti per stimolare l’interesse dei ragazzi, favorire un clima di fiducia e osservare tempi di attenzione, gestione dell’errore e reazioni alla sconfitta. Nel corso della seconda fase sono stati invece introdotti giochi più strutturati, orientati allo sviluppo di capacità di pianificazione, cooperazione e rispetto delle regole condivise. I ragazzi hanno dimostrato una buona capacità di adattamento e di gestione delle dinamiche di gruppo, contribuendo al consolidamento del progetto e alla successiva istituzione della ludoteca permanente autorizzata.

Il successo del percorso propedeutico ha spinto l’editore Giochi Uniti a consolidare il progetto attraverso una donazione imponente e una struttura permanente: 121 scatole di giochi totali, complete di espositori fissi, che rimarranno stabilmente a disposizione dell’IPM. La selezione di diciannove titoli differenti è stata studiata su misura per l’istituto, garantendo un mix perfetto tra giochi cooperativi, sfide di logica e simulazioni strategiche.

(Credit: Ministero della Giustizia – Dgmc)
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Dietro il tabellone e i dadi si nasconde un potente strumento di mediazione sociale. Gli organizzatori hanno evidenziato quattro pilastri fondamentali su cui poggia il progetto:
Gestione del conflitto, il gioco permette di canalizzare la competitività all’interno di un perimetro simulato e sicuro, esaurendo le tensioni al momento della fine della partita.
Interiorizzazione delle regole, per vincere o anche solo per partecipare, il rispetto della norma diventa una necessità condivisa e accettata da tutti.
Integrazione e comunicazione, la turnistica e la fisicità del tavolo costringono al dialogo anche ragazzi che normalmente tenderebbero a evitarsi, offrendo canali di comunicazione strutturati.
Alternativa all’azzardo, educare al gioco sano serve anche a decostruire l’attrazione verso i sistemi basati sul mero azzardo, valorizzando invece l’ingegno e la cooperazione.

(Credit: Ministero della Giustizia – Dgmc)
(Credit: Ministero della Giustizia – Dgmc)

Presenti alla cerimonia di inaugurazione graditi e illustri ospiti, tra i quali  Giovanni Galano, Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Campania, Paola Brunese, presidente del Tribunale per i minorenni di Napoli, Chiara Marciani, assessore alle Politiche sociali, giovanili e al lavoro del comune di Napoli, Giuseppe De Carolis, già presidente della Corte d’Appello di Napoli, oltre ai rappresentanti di BGSC, di Giochi Uniti e dell’Associazione Educatori Ludici.

Il programma ha previsto una sessione di gioco aperta, condotta dai facilitatori BGSC in cui ospiti istituzionali, personale di Polizia penitenziaria, educatori e ragazzi dell’istituto si sono seduti agli stessi tavoli per sfidarsi e collaborare, abbattendo le barriere della detenzione attraverso la diplomazia del gioco.

(Credit: Ministero della Giustizia – Dgmc)
Paola Brunese – Giuseppe De Carolis        (Credit: Ministero della Giustizia – Dgmc)

“Non potevo mancare a questa iniziativa –  ha commentato Giovanni Galano -, in quanto l’art. 31 della Convenzione ONU per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza sancisce proprio il diritto al gioco. Il gioco che favoriamo è caratterizzato da equità di accesso ai tavoli, partecipazione, rispetto delle regole, uso fine dell’intelligenza per una sana competizione.”

“Si tratta di un’iniziativa molto positiva perché, in quest’epoca i ragazzi hanno difficoltà a tollerare la frustrazione e esplodono in episodi di violenza per uno sguardo di troppo o un piede pestato ha dichiarato la presidente Brunese -. Impegnarsi nel gioco, accettare la vittoria e soprattutto la sconfitta, aiuta l’autocontrollo e la resilienza. Grazie al contatto con operatori e istituzioni i ragazzi sviluppano relazioni sane e imparano i valori della società civile”.

Di “una bellissima iniziativa” ha parlato Chiara Marciani: “Sono particolarmente contenta di aver giocato con i ragazzi, perché ha rappresentato una sana occasione di incontro tra giovani e istituzioni”, mentre Luca Petrucci, referente di Board Game Sociale Club, ha ringraziato la direzione dell’Istituto ed il dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità per l’accoglienza e la collaborazione accordate al progetto, “efficace strumento di prevenzione del conflitto, agevolatore comunicativo e occasione di aggregazione”.

“Per me è stata un’esperienza completamente nuova e bella – ha confessato A., uno dei giovani detenuti, che ha partecipato al progetto -; nel corso della mattinata inaugurale conoscevo solo due giochi di carte, scopa e 31. All’inizio è stato difficile imparare tutte le regole ma poi mi sono divertito molto”. R. ha aggiunto: “Anche per me è stata una bella esperienza. Conoscevo solo Monopoli prima, ed è stata una bella sfida giocare con un tabellone strano come quello dei Coloni di Catan. Ora vorrei imparare a giocare bene a scacchi per provare una partita a tempo con l’orologio doppio che ho visto usare in televisione”

A Nisida BGSC Inside – Il Gioco oltre le mura oggi lascia una ludoteca permanente e un metodo educativo risultato efficace.