Notte prima degli esami: Venditti dai giovani di Casal del Marmo
12 Giugno 2025
Perché Antonello Venditti abbia scelto di cantare “Notte prima degli esami” tra i giovani detenuti di Casal del Marmo lo ha raccontato lui stesso: lo “commuove l’idea che i ragazzi ristretti si impegnino in percorsi di studio nell’ottica di riscatto, trasformando il carcere in un’aula che li unisce”. E rievocando un suo personale periodo di profondo malessere, ha confessato che proprio grazie al suo amico e collega Lucio Dalla, che lo ha sostenuto emotivamente e concretamente, ha rimesso le mani sul pianoforte dando vita a tre dei suoi capolavori sempreverdi: “Ci vorrebbe un amico”, “Grazie Roma” e “Notte prima degli esami”.
Nel tardo pomeriggio di ieri nell’istituto penale minorile romano, Venditti ha eseguito questi pezzi, che ha dedicato a Francesca Fagnani, moderatrice dell’evento in carcere, davanti a un pubblico di giovani detenuti e studenti dei licei romani “Louis Pasteur” e “Virgilio” e dell’istituto alberghiero “Domizia Lucilla”.
“E’ un grande onore avere con noi uno dei massimi rappresentanti della canzone d’autore italiana – ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, introducendolo – e la canzone scelta per questa sera è simbolica e ben augurante. La musica è un’arte immediata, che arriva dritta al cuore, portarla in carcere significa offrire un messaggio di speranza e di umanità”. Il Guardasigilli, prima di cedere la parola alla presentatrice della serata, Francesca Fagnani, ha sottolineato quanto sia importante che iniziative di questo genere sempre più spesso entrino negli istituti detenzione.
Alla presenza del Sottosegretario Andrea Ostellari e del Capo dipartimento della giustizia Antonio Sangermano, Fagnani ricordando ai presenti che Antonello Venditti proprio venti anni prima aveva fatto la sua prima visita a Casal del Marmo, lo ha coinvolto in un dialogo con i ragazzi, creando un clima confidenziale. Superando la timidezza e l’imbarazzo iniziale, i giovani hanno iniziato a raccontare a quali canzoni fossero maggiormente legati e quali temi tratterebbero se fossero autori di canzoni; per merito del coinvolgimento e della spontaneità degli artisti Aziz, Maicol, Esmeralda, Antonio, le ragazze e i ragazzi – Viola, Mirto, Gaia, Ilaria, Anna, Sophia – hanno risposto che vorrebbero scrivere sulla famiglia, la libertà, contro la droga, sull’amicizia, sul successo.

Ad una delle domande postegli, in particolare a quale canzone fosse più legato, il cantante ha voluto dedicare ai ragazzi “Ci vorrebbe un amico” condividendo con loro il pensiero che lo ha accompagnato durante tutta l’esecuzione, il profondo affetto per gli amici Lucio Dalla e per il calciatore Di Bartolomei, al quale è legato dal triste ricordo del suicidio, che ancora oggi lo affligge, e lo ha portato a chiedersi spesso come “con una telefonata, forse, avrei potuto evitare l’accaduto”.
A proposito dell’amicizia Antonello ha raccontato che il pianoforte è stato a lungo il suo amico segreto in quanto, figlio unico, era trattato dai suoi genitori come uno “stupidotto”. Trascorreva gran parte delle sue giornate chiuso in camera e trovava come unico canale di comunicazione e soddisfazione la scrittura, la musica e la lettura. All’età di 14 anni, timido, poco socievole e grassottello viaggiando con la fantasia, pur non conoscendo Roma, compone la meravigliosa “Roma Capoccia” a tutt’oggi inno di tanti. Creando un link, si è soffermato sull’assonanza del suo vissuto adolescenziale nella “cameretta” con quella vissuta dai ragazzi “ristretti”, suggerendo loro di dare sfogo ad ogni forma di “arte” attraverso la scrittura, la lettura, la musica, lo sport, la bellezza come cura di sé.
Prima dell’ascolto dell’ultima canzone, “Le Cose della vita”, Venditti, rispondendo ad Aziz, ha raccontato di essere legato a tutte le sue canzoni, “dipende dal periodo storico”.
Il sottosegretario alla Giustizia è intervenuto rilanciando il valore della rieducazione per i giovani detenuti richiamando un pensiero del cappellano del carcere minorile “Beccaria”, don Claudio Burgio: “Non ci sono ragazzi cattivi, ma ragazzi che fanno soffrire”, ribadendo l’importanza di affrontare la sofferenza che spesso è alla radice della devianza giovanile.
Ttutti sogniamo un Paese con meno sofferenza – ha proseguito Ostellari – e per costruirlo ognuno deve fare la propria parte. Il nostro impegno è fare in modo che luoghi come questo diventino spazi di vera rieducazione e riscatto”.
Ha annunciato poi il recupero del teatro “Eduardo De Filippo” a Nisida, luogo simbolico dedicato proprio ai giovani detenuti, oggi in stato di abbandono: “Vogliamo restituirgli vita: non sarà solo uno spazio di svago, ma un luogo educativo. È lì che può nascere la speranza”. E ha invitato Antonello Venditti e Francesca Fagnani all’inaugurazione del teatro restaurato, prevista per la fine di luglio.
Nel corso dell’iniziativa il Capo del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, ha rivolto un messaggio chiaro ai giovani “maschi” presenti: “Le canzoni di Venditti insegnano che la sofferenza per amore esiste, ma non deve mai diventare violenza, è bello un uomo che piange, non uno che alza le mani”.
A concludere la giornata, è stato lo stesso Antonello Venditti, che ha promesso: “Tornerò e magari organizzeremo un torneo di biliardino o tennistavolo con i ragazzi. Voglio passare un pomeriggio di vera ricreazione con loro, questo luogo mi stimola, e vi ringrazio per avermi accolto”.
A tutti gli ospiti infine è stato donato un sacchetto contenente pasta e biscotti e offerto un ricco buffet con i prodotti del pastificio “Futuro”, preparato dagli studenti dell’Istituto alberghiero “Domizia Lucilla”.