La Pira e Perucatti, pionieri della pena umana e giusta

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“Grazie per avermi dato la possibilità di avvicinare un problema così tragicamente umano da Lei trattato in modo tanto vivo ed efficace” scriveva il 26 marzo 1956 Giorgio La Pira, al tempo sindaco di Firenze, a Eugenio Perucatti, direttore del carcere di Santo Stefano di Ventotene, nella lettera che accompagnava l’invio di denaro per l’acquisto di alcune copie del  libro “Perché la pena dell’ergastolo deve essere attenuata”.

Nel suo saggio, Perucatti anticipa riflessioni e persino riforme legislative realizzate vent’anni dopo,  frutto della sua esperienza concreta di innovatore che era riuscito a trasformare uno dei simboli più  cupi di un carcere afflittivo in un luogo di riscatto e speranza.

Giorgio La Pira era  al primo mandato come sindaco e visitava spesso il carcere fiorentino, ascoltando e aiutando come poteva i detenuti. I due avevano in comune  la formazione giuridica, la fede cattolica ma, soprattutto, condividevano l’idea della centralità dell’individuo secondo la tradizione cristiana.

La lettera è stata trovata dalla storica Rosa Cirone durante le ricerche d’archivio compiute per la stesura della biografia dedicata a Perucatti, di prossima pubblicazione. L’originale è stato consegnato dalla famiglia alla Fondazione Giorgio La Pira che ha dedicato alle due grandi figure il convegno “ Questione carceraria e umanità della pena, Un ricordo di Giorgio La Pira ed Eugenio Perucatti” tenutosi a Firenze, nella sede di Villa Ruspoli il 9 dicembre scorso.

Consegna della lettera autografa di Giorgio La Pira da parte della figlia di Eugenio Perucatti, Lucia, alla Presidente Fondazione La Pira, Patrizia Giunti.

Nell’incontro, che si è sviluppato attorno alle relazioni di Silvia Costa, già commissaria straordinaria del Governo per il recupero del carcere di Santo Stefano, Guido Garavoglia, presidente dell’associazione per Santo Stefano, sono stati affrontati temi legati all’attuazione dell’articolo 27 della Costituzione e alla funzione rieducativa della pena carceraria. Al dibattito hanno preso parte anche Emilio Santoro e Giuseppe Caputo (Università di Firenze e “L’altro Diritto”), il Consigliere nazionale UCOII Hamdan Al Zeqri e Salvatore Nasca, già Dirigente dell’esecuzione penale esterna per la Toscana e l’Umbria.