(Ri)generiamo tessuti e persone: laboratori nelle carceri femminili

Metro da sarta e puntaspilli
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Creazione di nuove economie per rigenerare prodotti, perimetri ma soprattutto persone. Questo l’obiettivo che si è data (Ri)generiamo, impresa benefit nata nel luglio di quest’anno dalla collaborazione con la Cooperativa Sociale Agricola Capodarco, l’associazione Bricolage del cuore, l’impresa sociale ConVoi Lavoro e la Cooperativa Liberitutti e il sostegno di Leroy Merlin. E per rafforzare l’impegno a favore dell’inclusione nel mondo del lavoro di soggetti più fragili, ha recentemente avviato una collaborazione con Made in carcere, brand della cooperativa sociale Officina Creativa, che nata nel 2007, offre opportunità di lavoro alle donne detenute.

Il gruppo di donne impegnate in questo progetto è composto da detenute già impegnate nei laboratori sartoriali di diversi istituti penitenziari, come Lecce, Trani e Matera, ma anche da donne che si trovano a vivere forme di detenzione attenuata nelle città di Bari, Taranto, Lecce e L’Aquila. Il loro lavoro ha prodotto una collezione di accessori tessili per la cucina, come grembiuli e presine, realizzati con materiali di scarto e che verranno messi in vendita in Italia nei negozi del marchio Leroy Merlin.

Il progetto, che era partito con la produzione di mascherine, realizzate con la cooperativa LiberiTutti, ha ora in programma la realizzazione nel prossimo futuro di shopper e fodere di cuscini, sempre realizzati con materiali di recupero e ugualmente veicolati dallo stesso marchio, che si preoccuperà di seguirne la commercializzazione.

Made in carcere non è nuova a iniziative del genere: dalla sua fondazione a oggi ha impiantato laboratori sartoriali in diversi istituti penitenziari femminili pugliesi e creato collezioni di prodotti eco-solidali, nati grazie alla raccolta e alla rigenerazione di scarti tessili. Oltre alle borse, ha prodotto braccialetti che, in collaborazione con Alitalia, ha distribuito a bordo dei velivoli l’8 marzo, giorno della Festa della donna; nel 2013, giusto nei giorni che precedono il Natale, ha aperto a Ostuni uno store, il primo con questo marchio, dove sono stati esposti per la vendita prodotti originali tutti nati dall’impegno delle detenute sarte. Infine Made in carcere nel 2009 è approdato anche nella capitale della moda, Milano dove ha presentato le sue creazione uniche nello stand dedicato interamente all’economia carceraria.