Giornata contro la violenza sulle donne: iniziative IPM di Catanzaro e Milano
25 Novembre 2020La Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne è stata celebrata negli istituti penali per minorenni di Catanzaro e di Milano.
I giovani ospiti della Comunità Ministeriale calabrese hanno partecipato ai laboratori psicoeducativi di educazione al sentimento previsti dal progetto “NO Violence” che coinvolge giovanissimi autori di reato, con l’obiettivo di far accrescere in loro la ‘competenza emotiva’, fondamentale per evitare la reiterazione di comportamenti violenti.
I ragazzi hanno realizzato scarpette rosse con materiali di riciclo e una panchina in legno sempre di color rosso: simboli di una scelta, di una presa di posizione, di un’acquisita consapevolezza.
Ed è il bigliettino, che uno dei ragazzi ha scritto e lasciato volutamente in una busta aperta, sul tavolo, dietro la scarpa rossa, ben in vista, che esprime il valore più profondo: “La non violenza è una qualità del cuore”.
“Lavorare con questi giovani sulle emozioni è il segno di una giustizia che apre nuove possibilità, che educa e si apre al sogno di un futuro nuovo per le donne e per gli uomini di questa terra” ha dichiarato Isabella Mastropasqua, dirigente del Centro giustizia minorile della Calabria.

Anche i ragazzi ristretti nell’Istituto penale per i minorenni “Beccaria” di Milano si sono interrogati sul fenomeno della ‘violenza di genere’. A fornire spunti per la discussione su un tema così delicato sono state le agenti della Polizia Penitenziaria attive all’interno della struttura.
“Una società come la nostra, in cui c’è una crescita esponenziale della violenza di genere – è stato il pensiero dell’Ispettore Capo Filomena Di Pasqua, responsabile dell’Ufficio Matricola – è una società sbagliata, vittima di un retaggio culturale duro a morire”.
Di Pasqua ha fatto sua la riflessione per cui la violenza contro le donne non può restare un problema delle donne, ma deve diventare una tematica di interesse generale per la società civile tutta. “Come madre – prosegue l’Ispettore Capo – vedo nell’educazione dei nostri figli e delle nostre figlie la vera arma capace di contrastare il fenomeno. Come donna in divisa, inoltre, credo in uno strumento in più, quello della legge, che qualifica come reato la violenza e che ci spinge tutti a essere massimamente vigili a evitare qualsiasi forma di minimizzazione del fenomeno”.
Tutte le donne che hanno partecipato all’evento, partendo ognuna dalla propria prospettiva ed esperienza personale, hanno restituito un chiaro invito alla presa di responsabilità collettiva sulla questione, senza per questo collocare lontano, all’esterno, al cosiddetto “sistema” il motore della questione.
