Lecce, il Polo Giudiziario su un’area confiscata alla criminalità
22 Gennaio 2021Un grande significato simbolico, importanti economie di gestione – quantificabili in un risparmio di 1,6 milioni di euro – e riqualificazione dei servizi offerti dagli uffici giudiziari alla collettività: questi alcuni degli obiettivi da raggiungere grazie al progetto che porterà a realizzare il nuovo Parco della Giustizia di Lecce.
L’accordo che dà il via all’operazione è stato sottoscritto al termine dell’incontro in videoconferenza che ha visto la partecipazione di tutte le parti interessate, con la firma apposta in modalità digitale per il Ministero della Giustizia dal Direttore generale delle risorse materiali e delle tecnologie, Massimo Orlando, e per il Demanio dal Direttore dell’Agenzia, Antonio Agostini.
Il saluto del Governo è stato portato dal sottosegretario Andrea Giorgis: “La costruzione della cittadella giudiziaria avrà certamente un impatto positivo sulla qualità dei servizi nel territorio, ma tra i tanti meriti di questa iniziativa c’è anche l’importante segnale di ripristino della legalità a favore della collettività, attraverso l’utilizzo di un bene confiscato alla criminalità organizzata”.
Dal canto suo Barbara Fabbrini, Capo Dipartimento dell’Organizzazione giudiziaria ha messo in evidenza l’importanza delle sinergie tra Amministrazione della Giustizia, Agenzia del Demanio e istituzioni locali, che hanno consentito l’avvio del progetto.

Nel corso dell’incontro è poi intervenuto il sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, che ha ricordato il primo passo del progetto, avviato fin dal 2018 con la firma del protocollo sul nuovo Polo giudiziario cittadino.
Il Direttore dell’Agenzia del Demanio, Antonio Agostini, ha tenuto a precisare che l’accordo odierno si inserisce in un programma molto ampio volto alla riqualificazione dei servizi giudiziari: “Quello dei poli della Giustizia costituisce un modello, sia per la possibilità di valorizzare l’utilizzo dei beni confiscati realizzando cospicue economie di gestione, sia per rispondere alle concrete esigenze degli uffici e di tutti gli operatori sul territorio. In particolare in Puglia, dove l’iniziativa avviata a Lecce si aggiunge ai progetti già attivati a Bari e Taranto”.
Il presidente della Corte d’Appello di Lecce, Lanfranco Vetrone ha posto l’accento sulla funzione sociale dell’operazione, che avrà anche un’importante ricaduta economica sulla città, mentre il Procuratore Generale Antonio Maruccia ha ricordato la sua pregressa esperienza come Commissario Straordinario per i beni confiscati: “L’utilizzo degli immobili sottratti alla criminalità organizzata costituiscono una grande opportunità. Sono sicuro che sarà anche un’opera bella: con la bellezza sconfiggeremo la mafia”.
Dopo l’intervento del presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Lecce, Antonio De Mauro, il ruolo dell’amministrazione della Giustizia è stato ricordato anche dal nuovo Direttore generale delle risorse materiali e delle tecnologie, Massimo Orlando: “Questo è uno dei primi atti della mia gestione e si tratta di un’iniziativa ambiziosa. Sono sicuro che la tempistica sarà rispettata, grazie alla professionalità di tutti i soggetti coinvolti. Immagino una struttura moderna, green, funzionale e flessibile, pronta a rispondere alle esigenze degli operatori e dell’utenza, come l’emergenza pandemica ci ha insegnato. E tutto il progetto sarà improntato alla massima trasparenza”.