Libri Liberi a Bari, dibattito con i detenuti su ‘Gènie la matta’
22 Settembre 2025
Una storia d’amore infinito che si infrange su un muro di sofferenza. È l’estrema sintesi del romanzo scelto per la nona tappa di “Libri Liberi” nei penitenziari, rassegna di fondazione De Sanctis patrocinata dal ministero della Giustizia.
Lo scorso venerdì nella biblioteca della casa circondariale di Bari, l’attore Lino Guanciale ha letto e commentato con i detenuti “Génie la matta”, romanzo postumo della scrittrice francese Inès Cagnati, con l’introduzione della scrittrice Donatella Di Pietrantonio.
“Non mi stare tra i piedi”. Marie se lo sente dire spesso dalla madre Eugénie, detta Génie. L’etichetta di ‘matta’ gliela dà la comunità da cui resta esclusa, condannata dalla sua famiglia e dall’intero paese per uno stupro subito. Da quella violenza nasce Marie, la voce narrante del romanzo, affamata d’amore.
“Mi ha colpito moltissimo la quantità di amore che questa bambina ha incrollabilmente per questa madre, che fa tutto per lei, però non riesce a ‘toccarla’ come le servirebbe”, ha detto Guanciale ai detenuti.

Génie riversa tutto il suo dolore – l’amore non ricevuto -, nel lavoro. È una contadina – “tagliava le siepi e la legna, faceva le fascine. In primavera zappava le vigne, i campi di piselli, di fave…” –, ha raccontato Guanciale leggendo un passo del libro. Nella ripetitività della vita nei campi, Génie cerca di riscattarsi dalla sua condanna, che però non sconta mai.
La discussione con i detenuti sul libro ha avuto al centro proprio l’ingiustizia della condanna che Génie ha subito dalla comunità – oggi si chiamerebbe vittimizzazione secondaria. Da donna violentata a portatrice di una colpa non sua. E poi, il rapporto madre-figlio, e il fragile equilibrio dell’amore: spesso chi non lo dà è perché, a sua volta, non l’ha ricevuto. L’importante è comprendere il punto di vista di Marie: amare, nonostante tutto.
Credit foto: fondazione De Sanctis