Libri Liberi fa tappa al “Fornelli” di Bari

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Nel tardo pomeriggio di ieri, la poesia ha fatto il suo ingresso all’Istituto penale per i minorenni “Fornelli” di Bari, i giovani detenuti hanno incontrato lo scrittore Davide Rondoni per un intenso momento di dialogo e cultura.

L’iniziativa rientra nel progetto Libri Liberi, promosso dalla Fondazione De Sanctis con il patrocinio del ministero della Giustizia – dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità e del dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, in collaborazione con il Centro per il libro e la lettura del ministero della Cultura.

Durante l’incontro, Rondoni in occasione del 50° anniversario della scomparsa di Pier Paolo Pasolini, si è confrontato con le suggestioni della raccolta poetica dell’artista “Poesia in forma di rosa”, pubblicata nel 1964, una delle sue opere più intense e complesse che rappresenta un momento cruciale della sua maturità artistica. L’autore affronta temi come la crisi morale dell’Italia, moderna, la perdita delle radici popolari, il rapporto con la città di Roma e il sottoproletariato, e il ruolo della poesia come strumento di verità e resistenza. L’opera mescola autobiografia, impegno civile e riflessione artistica, confermando Pasolini quale voce critica e sensibile della società contemporanea.

Davide Rondoni, nato a Rimini nel 1964, poeta, saggista e traduttore – Baudelaire e Rimbaud due degli autori sui quali si é cimentato  -, ha fondato il Centro di poesia contemporanea dell’Università di Bologna e la rivista “clanDestino”. Rondoni esplora i legami tra poesia, arte e spiritualità, la sua poesia unisce lirismo e riflessione filosofica, affrontando temi come amore, memoria, tempo e fede, ed è considerato una delle voci più significative della poesia italiana contemporanea.

La giornata si è aperta con i saluti di Nicola Petruzzelli, direttore dell’Istituto che ha sottolineato l’importanza di portare cultura e bellezza a tutti, anche ai ragazzi ristretti, attraverso forme di comunicazione non convenzionali e immediate che sappiano creare ponti e connessioni.

Diversi i momenti di scambio tra giovani e artista su Pasolini, dai quali emersi le difficoltà dei ragazzi e la necessità di trovare un punto di luce nel nulla delle loro esistenze. Alcuni di questi sono particolarmente significativi:

Rondoni inizia il dialogo con i ragazzi descrivendo il suo lavoro: “Scrivo, scrivo versi, il mio lavoro è la parola”, M. interviene: “In poche parole, fai il poeta”, Rondoni: “Sì, in poche parole sì. Sono pazzo ad occuparmi di poesia oggi? Forse – prosegue – ma in realtà sin dai tempi antichi l’uomo si è occupato di 5 cose: guerra, amore, leggi, religione (spiritualità) e arte. Quando ci innamoriamo diamo soprannomi, sentiamo la necessità di usare altre parole per vivere meglio quella esperienza. Se non usiamo le parole giuste ci sembra di vivere meno intensamente le esperienze. Cambiare leggermente le parole, cambia il significato di tutto.”

Tra gli argomenti toccati, stimolato dalla Parabola dei talenti del Vangelo di Matteo, Rondoni ha offerto uno spunto per considerare punti di vista diversi. “Se non segui il tuo talento finisci per seguire la vita di un’altra persona”. E subito L. ha commentato: “Io non so che talento ho… l’unico è quello di rubare le auto…”

Il tuo talento – replica lo scrittore – “non è rubare le auto. Sono altre cose: l’organizzazione, la precisione, il coraggio, ma sono utilizzati male. Ognuno di noi può utilizzare male i propri talenti e sprecare occasioni, può rubare o può creare con il proprio talento un’organizzazione o un’impresa per dare da mangiare a dieci famiglie …”

La conclusione si potrebbe definire illuminante: “Entrare in carcere e scontare una pena può aprire nuovi orizzonti – dice Rondoni -, come è successo a San Francesco, che ha deciso di intraprendere la strada della vocazione proprio dopo l’esperienza carceraria”.

La rassegna Libri Liberi, che ha portato nelle carceri italiane i grandi capolavori della letteratura interpretati da coppie di scrittori e attori, si concluderà nell’istituto penale per i minorenni di Nisida il 21 dicembre 2025, dove Antonio Franchini e Marianna Fontana si confronteranno con “L’amico ritrovato” di Fred Uhlman.

Obiettivo del progetto è stato quello di offrire ai detenuti la possibilità di avvicinarsi alla letteratura come strumento di libertà interiore e riflessione personale. Attraverso la voce di scrittori e attori, i testi sono diventati occasione di confronto, emozione e crescita, trasformando gli istituti penitenziari in luoghi di cultura e rinascita.
Con Libri Liberi, la parola scritta si è fatta ponte tra mondi diversi, capace di restituire dignità e senso di sé anche a chi vive momenti di fragilità e isolamento.