Libri liberi, “La chiamata” con Pasotti e Raimo a Rebibbia femminile

Giorgio Pasotti, rassegna "Libri liberi" di fondazione De Sanctis, Rebibbia femminile, 14 ottobre 2026 (Credit: Alessandra Albertini / fondazione De Sanctis)
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“Una persona non si identifica con il nemico, adotta momentaneamente dei comportamenti che le servono per sopravvivere”. Con queste parole Silvia Labayru, protagonista del libro di Leila Guerriero La chiamata, fuga ogni incertezza sulla sindrome di Stoccolma. Chi viene rapita, torturata e schiavizzata come lei non simpatizza con il proprio aguzzino, semplicemente, cerca di salvarsi, sperando in tempi migliori.

Il libro, vincitore del Premio Strega europeo 2026, è stato al centro del dibattito tra le detenute di Rebibbia femminile, l’attore Giorgio Pasotti e la scrittrice Veronica Raimo, nell’ambito della rassegna “Libri liberi”, promossa da fondazione De Sanctis e patrocinata dal Ministero della Giustizia.

Libri liberi, la scrittrice Veronica Raimo nel carcere di Rebibbia femminile (Credit: Alessandra Albertini / Fondazione De Sanctis)
La scrittrice Veronica Raimo (Credit: Alessandra Albertini / fondazione De Sanctis)

Siamo nel 1976, e l’Argentina è scossa da un colpo di Stato. Jorge Rafael Videla ha dalla sua l’esercito, e riesce a scalzare il governo legittimo di Isabel Martínez de Perón. Silvia Labayru fa parte dei gruppi rivoluzionari peronisti, e per questo viene sequestrata e deportata in un centro di detenzione clandestino. Lì, viene torturata e costretta a partorire una figlia. Due anni dopo viene rimessa in libertà, ma la donna si accorge che la libertà ha il prezzo del sospetto: avrebbe dovuto sparire, come migliaia di desaparecidos, eppure è ancora viva. Silvia viene quindi accusata di aver collaborato con la dittatura di Videla per avere salva la vita. Solo nel 2018 Labayru, in “esilio” in Spagna, torna in Argentina e denuncia gli abusi subiti nel centro di detenzione. La sua testimonianza è stata raccolta dalla giornalista Leila Guerriero.

 

Libri liberi, carcere di Rebibbia femminile, 14 ottobre 2026 (Credit: Alessandra Albertini / fondazione De Sanctis)

Pasotti, durante l’incontro che si è tenuto ieri pomeriggio nella casa circondariale romana, legge alcuni stralci del libro, mentre Raimo entra nel vivo della storia. “Ci aspettiamo che una vittima sia la ‘vittima perfetta’. Quindi se nel raccontare le violenze subite, nel ripercorrere i suoi traumi non mostra fragilità o commozione, noi abbiamo una sorta di scetticismo, perché ci aspettiamo che si disperi”, dice la scrittrice rivolgendosi alle detenute. “Dipende da persona a persona”, risponde una donna reclusa. “Se non si dispera, semplicemente, è perché è morta dentro”, le fa eco un’altra. L’incontro è l’occasione per immedesimarsi nella vicenda umana di Silvia; una storia vera che intreccia sofferenza, forza d’animo e amore per la vita.