Libri Liberi, ‘L’Isola di Arturo’ a Casal del Marmo

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A dar voce a ”L’isola di Arturo“, romanzo di Elsa Morante del 1957 e vincitore del Premio Strega, è Giulia Caminito, considerata una delle scrittrici più interessanti della narrativa italiana contemporanea. Apprezzata per la sua capacità di intrecciare storie personali e collettive grazie a una scrittura intensa e riflessiva, Caminito si è aggiudicata diversi riconoscimenti. Nel 2022 ha pubblicato “Amatissime”, un saggio narrativo dedicato a cinque grandi scrittrici italiane del Novecento: Elsa Morante, Paola Masino, Natalia Ginzburg, Laudomia Bonanni e Livia De Stefani.

Nell’ambito di uno dei dodici appuntamenti previsti dall’iniziativa “Libri Liberi”, promossa dalla Fondazione De Sanctis, durante i quali si raccontano i grandi classici nelle carceri italiane per voce di scrittori e attori, Giulia Caminito ha incontrato un gruppo di giovani reclusi. Nella biblioteca dell’Istituto penale per i minorenni di Roma Casal del Marmo, dotata di oltre 7.000 libri messi a disposizione dei ragazzi, li ha traghettati nel viaggio esistenziale dell’adolescente Arturo, facendo vivere loro il suo turbamento, la sua solitudine, le sue gelosie e insicurezze.

Caminito ha scelto di presentare un romanzo malinconico, estremamente simbolico, concentrato sulla speranza, sull’utopia mai realizzata. Il tentativo inappagato di raggiungerla sprigiona pensieri e azioni costruttive. Una rappresentazione appassionata, in un parallelismo tra l’isola di Procida e il carcere, entrambi spazi delimitati, chiusi, confinati da cui, tuttavia, grazie ai sogni, si possono prefigurare e sognare il mondo fuori e il futuro.

La scrittrice ha introdotto innanzitutto l’autrice, Elsa Morante, fornendo ai ragazzi elementi della sua vita personale, intrecciati a quelli della storia dell’Italia di quegli anni, in cui essere donna comportava molti vincoli. Nel romanzo presentato Morante parla in prima persona, impersonificando un ragazzo di 14 anni orfano di madre, morta di parto, e con un padre assente, disinteressato, freddo e distante. Caminito ha saputo illustrare alle ragazze e ai ragazzi presenti la condizione della donna al tempo della Morante – la quale, non per niente, avrebbe voluto essere un maschio e preferiva per ciò farsi chiamare ‘scrittore’, nel tentativo di ottenere un riconoscimento al pari dei suoi colleghi uomini – facendo un parallelo tra Arturo e Jo March, la giovane protagonista del romanzo “Piccole Donne” di Louise Alcott.

Complessi i sentimenti trattati nel romanzo, al pari di quelli vissuti dai giovani detenuti, e ben delineati anche da Antonio Sangermano. Il capo del dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità, nel ringraziare Caminito per la passione con cui ha condiviso il contenuto del romanzo con i ragazzi, ha ripercorso la solitudine di Arturo. C’è un’analogia tra isola e carcere, entrambi luoghi nel quale il fantastico permette di immaginare il mondo desiderato: “la natura dell’isola può essere possibilità di rinascita, sottolineando che, laddove non esistono sentieri già segnati, si può creare il proprio, costruendoselo da sé”, ha evidenziato Sangermano.

A conclusione dell’evento, Caminito ha invitato i ragazzi a leggere ciò che è più di loro interesse fino a individuare il proprio genere letterario preferito. Perché la conoscenza delle parole è potere di scelta e di libertà.

Le tappe precedenti

Introduzione

Rebibbia

Beccaria

Meucci