L’idea di un’adozione “culturale”
per l’isola-carcere di Gorgona

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Adottare “culturalmente” Gorgona. E’ l’idea lanciata dall’associazione Chiave di Svolta per garantire un presidio di cultura nell’isola-carcere. Un rapporto, quello tra ente e istituto detentivo, che prosegue dopo le iniziative portate avanti durante l’emergenza Coronavirus.

Durante la fase acuta della pandemia è stato lanciato il progetto “Per un’ora d’autore”, che prevede un confronto settimanale con autori e cantautori, dando la possibilità ai detenuti di avvicinarsi al mondo della cultura.

Il rapporto tra Chiave di Svolta e l’isola-carcere è stato successivamente consolidato dalla realizzazione, da parte dell’associazione, di un “Manifesto per la cultura bene comune e sostenibile”, firmato da 66 organizzazioni provenienti dal mondo della cultura, oltre che da diversi artisti, e che ha visto tra i primi firmatari proprio la casa circondariale di Gorgona.

Come ha dichiarato Carlo Mazzerbo, direttore dell’Istituto Penitenziario di Livorno e Gorgona, “dopo aver conosciuto l’associazione Chiave di Svolta con il suo progetto principale ‘Dire Fare Cambiare’ e aver sottoscritto il Manifesto, abbiamo avvertito sempre più concretamente l’esigenza di collaborare fattivamente per la realizzazione di progetti che fossero in grado di produrre cultura a 360 gradi all’interno del contesto penitenziario”.

Da qui l’idea di un’adozione culturale dell’isola di Gorgona, “così da continuare a dare il nostro contributo a quella che riteniamo l’isola dei diritti umani – afferma la presidente di Chiave di Svolta, Giulia Morello – attraverso il nostro linguaggio, l’arte e la cultura”.