L’inaugurazione dell’anno giudiziario nei distretti: statistiche e prospettive

Il palazzo del Ministero di Giustizia di via Arenula
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L’Inaugurazione dell’anno giudiziario è stata celebrata in tutte le 26 sedi di Corte d’Appello: qui alcuni contributi emersi dalle relazioni dei vertici degli uffici giudiziari e dagli interventi delle autorità presenti.

A Perugia, il vicepresidente del Csm David Ermini ha parlato del ‘caso procure’ affermando che: ”Durissimo è stato il colpo al prestigio, alla credibilità e alla autorevolezza del Consiglio e dell’intero ordine giudiziario. Gravissima la lesione della legittimazione dell’uno e dell’altro agli occhi dei cittadini”, concludendo però che “a distanza di alcuni mesi da quelle drammatiche settimane e guardando al lavoro nel frattempo compiuto, sono lieto di potere affermare che l’istituzione non solo ha trovato la forza per continuare a svolgere le sue funzioni con assoluta regolarità, ma è riuscita a conseguire risultati importanti sia nel dialogo virtuoso con le altre figure istituzionali sia nella cosiddetta amministrazione della giurisdizione”.

Nel suo discorso pronunciato a Bari, il presidente della Corte d’Appello Franco Cassano ha ricordato l’intervento della magistratura in alcune vicende di particolare rilevanza nella vita sociale: in ambito economico-finanziario il caso della Banca Popolare di Bari, la crisi della gestione imprenditoriale che riguarda lo stabilimento ex Ilva di Taranto e, sotto il profilo istituzionale, l’inchiesta di Perugia sulle nomine delle cariche giudiziarie, non tralasciando i recenti preoccupanti episodi di xenofobia e razzismo. Un tema sensibile nel distretto di Bari è quello della realizzazione del Polo Unico della Giustizia, con l’avvio dei lavori per la cittadella giudiziaria nella zona delle Ex Casermette. Anna Maria Tosto, procuratore generale, ha citato l’inchiesta sul ‘sistema Trani’, nel corso della quale sono emerse responsabilità a carico di due magistrati poi arrestati con l’accusa di corruzione in atti giudiziari, e la lotta per la legalità, condotta contro la criminalità organizzata foggiana infiltrata nel tessuto imprenditoriale sul territorio.

Nella Sala dei Baroni a Castel dell’Ovo, il presidente della Corte d’Appello di Napoli Giuseppe de Carolis ha sottolineato come “la percezione di insicurezza dei cittadini aumenta a causa di episodi criminosi che hanno avuto un particolare risalto mediatico. Questo nonostante siano calati i reati”. E ha aggiunto: “La diminuzione complessiva dei delitti non deve tuttavia fare abbassare l’allarme quanto alla criminalità organizzata, fenomeno che rimane grave e diffuso non solo nella provincia ma in tutto il Distretto”. Dal canto suo il procuratore generale Luigi Riello ha ricordato i carichi di lavoro degli uffici giudiziari: “La Corte d’Appello di Napoli è assediata da più di 80 mila ricorsi all’anno, numeri unici al mondo. Per ora si gira attorno a provvedimenti tampone. Voglio lanciare un appello: che parta da Napoli un confronto franco, senza riserve mentali, per proporre insieme, avvocati e magistrati, una riforma strutturale”.

Nell’aula magna della Corte d’Appello di Palermo, la relazione del presidente Mario Frasca ha richiamato gli operatori della giustizia alla reciproca collaborazione nell’interesse della società civile: “Una magistratura indipendente e un’avvocatura indipendente che si confrontano e cooperano alla ricerca dell’efficienza del processo, rafforzano la giurisdizione nell’interesse dei cittadini. Occorre avere la consapevolezza che non sono in discussione meri profili tecnici sul funzionamento del processo, ma la posta in gioco è molto più alta, perché investe principi costituzionali e regole della democrazia”. Anche il consigliere togato del Csm Nino Di Matteo ha ricordato che per la magistratura. “E’ il momento della svolta, del coraggio, della responsabilità”, mentre Francesco Basentini, Capo Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, nel suo intervento ha messo in evidenza che: “L’innovazione tecnologica ha comportato ingenti interventi e una sostanziale informatizzazione dei processi e delle procedure. La complessità delle opere infrastrutturali ha necessità di cospicui finanziamenti. Massicci sono gli investimenti in materia di edilizia giudiziaria, oltre 1 miliardo, e continua l’opera di avanzamento per costruzione di 7 cittadelle giudiziarie; robusto l’intervento per assumere nuovi magistrati ma anche personale amministrativo”. Il procuratore generale Roberto Scarpinato, nell’analizzare alcuni episodi criminali degli ultimi mesi, ha citato i fenomeni di povertà e bisogno sociale tra le cause di illegalità per le quali la deterrenza della pena non può rappresentare l’unica risposta. Questo in una “geografia del crimine tipica dei Paesi sottosviluppati”. Ha proseguito: “I furti cosiddetti minori, perpetrati da persone in stato di bisogno e in quartieri dove sono forti la dispersione scolastica e la disoccupazione, sono aumentati del 20%, nonostante la Procura si sia organizzata con un ufficio ad hoc, il fenomeno ha registrato un enorme incremento”.

I numeri positivi delle dinamiche processuali nel distretto di Catania – pure a fronte di fenomeni preoccupanti, come la criminalità mafiosa, la violenza contro le donne e la tratta dei migranti – sono messi in evidenza dal presidente della Corte d’Appello Giuseppe Meliadò: “Nettamente positivo è il bilancio dell’attività giurisdizionale in materia di lavoro, avendo i giudici catanesi – con un organico pari alla metà di quello dei colleghi milanesi, pur a parità di sopravvenienze – abbattuto la pendenza dell’ufficio, che è tra i più esposti nel fronteggiare gli effetti della crisi occupazionale, di oltre il 15%”. Osserva poi Meliadò che: “Le innovazioni introdotte dai progetti di modernizzazione finanziati con fondi europei, dalla costituzione dell’Ufficio del processo,dai protocolli d’intesa con l’Avvocatura, hanno costituito un antidoto alla obsolescenza dei metodi di lavoro e delle tecniche di organizzazione del processo, senza le quali l’arretramento della giustizia civile e penale avrebbe raggiunto, nel nostro distretto, livelli ben più preoccupanti”.

Nel distretto di Catanzaro resta alto il livello di attenzione nei confronti della ‘Ndrangheta, lo ha affermato il presidente della Corte d’Appello, Domenico Introcaso: “Nel contesto di crisi generale dell’economia italiana si inserisce il fenomeno criminale, le cui dinamiche espansive conducono all’esportazione dei moduli organizzativi locali calabresi, in rapporto organico funzionale con i nuclei originari, i fenomeni di penetrazione in aree cosiddette sane e nell’economia cosiddetta legale”. I carichi di lavoro restano alti e gli organici incompleti, e tuttavia Introcaso ha precisato che “il distretto, Corte d’Appello e Tribunali, ha considerevolmente abbattuto l’arretrato, eliminando le sopravvenienze con riduzione dei tempi tali da determinare per la Corte indici di primazia nazionale, secondo tutti i parametri declinati”. Nel suo intervento il procuratore della Repubblica Nicola Gratteri ha invitato il ministro Bonafede e il Csm a “prestare attenzione ai bisogni del distretto di Catanzaro”, raccomandando un incremento dei posti a disposizione della Procura Distrettuale e del Tribunale, anche in relazione all’aumento delle piante organiche già disposto dal ministero, in vista della celebrazione dei maxiprocessi contro la criminalità organizzata calabrese.