Livatino, Nordio: “figura eccezionale per il perdono”

Il giudice Rosario Livatino (Fonte: Avvenire)
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“Rosario Livatino è una figura eccezionale per il perdono”. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ricorda il marchio speciale del “giudice ragazzino”, ospite in videocollegamento dell’incontro “Credenti credibili” organizzato l’8 aprile dall’Unità pastorale di Romano di Lombardia.

Livatino fu ucciso dalla mafia il 21 settembre 1990, sulla strada statale Caltanissetta-Agrigento, mentre stava andando in tribunale. Per la sua testimonianza di vita, fu proclamato beato nel 2021 da papa Francesco.

“Non sapeva di essere stato stato condannato dalla mafia come Falcone e Borsellino – prosegue il Guardasigilli -, ma ha vissuto la sua vita e la sua professione alla luce della sua fede”.

Con l’occasione, il Ministro ricorda non solo i due magistrati palermitani simboli della lotta alla mafia, ma anche poliziotti, carabinieri e altri servitori dello Stato rimasti uccisi. Spazio poi alle domande; dalla solitudine del ruolo del giudice al rapporto tra legge positiva ed etica. “Un rapporto difficile”, aggiunge il Guardasigilli, “anche perché le regole del diritto non sono vincolate a credo religiosi”.