Livorno, quando in carcere un libro può salvarti da te stesso

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Un libro potrebbe essere una chiave per un uomo chiuso a chiave? Se lo sono chiesto gli operatori dell’Area trattamentale e il direttore Carlo Mazzerbo del carcere di Livorno già prima che l’emergenza Coronavirus aggiungesse tempo ‘libero’ a quello carcerario, riducendo le attività consuete come la scuola e il lavoro e, con la sospensione dei colloqui, aumentasse la distanza dai familiari.

Già da alcuni mesi era stato avviato un progetto di lettura ad alta voce che prevedeva la riunione, ogni quindici giorni, di detenuti riunire per leggere e commentare un libro seguiti da alcuni volontari.

Ma l’accoglienza era stata tiepida, come pure scarsa la frequentazione della biblioteca della sezione Media Sicurezza, dove i libri non sono solo nelle scaffalature, ma ovunque, anche sulle sedie e sotto i tavoli.
“Un posto guardato quasi con diffidenza – dice il direttore -.  Maneggiare un libro è considerato ancora qualcosa di non necessario alla sopravivenza tra queste mura”.

Da qui l’idea, rafforzata anche dalle privazioni sociali imposte dal coronavirus, di offrire uno stimolo alla lettura, dando a ogni detenuto la possibilità di una telefonata o una videochiamata in più per ogni libro letto.

Semplici la procedura e la verifica: il bibliotecario insieme ai volontari del progetto di lettura ad alta voce individuano i testi da proporre corredati ognuno da una scheda che i detenuti devo compilare per dare prova di aver letto realmente il libro e ottenere così una telefonata in più.

In tal modo, secondo gli ideatori del progetto, leggere diventa un modo non solo per trascorrere un tempo il cui fluire è stato modificato dall’emergenza, ma anche per creare un ponte reale verso, l’esterno. L’obiettivo è far scoprire il piacere della lettura anche a quelle persone che all’inizio aderiscono all’iniziativa per ottenere un beneficio.

“Vogliamo dare nuovo impulso alla Biblioteca dell’Istituto e ai progetti legati alla lettura conclude Mazzerbo – perché crediamo davvero che oggi più che mai la conoscenza possa fare le differenza e che la riscoperta o la scoperta della lettura in un momento come quello attuale sia fondamentale perché, come diceva Pennacun libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, persino da te stesso’”.