“Abbiamo il dovere di combattere
le mafie, senza tregua”

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“La mamma di Antonio Montinaro, capo scorta del giudice Giovanni Falcone, al primo anniversario della strage di Capaci piangeva suo figlio: “Perché il nome di mio figlio non lo dicono mai? È morto come gli altri” diceva a Don Ciotti. Oggi, come ogni anno, si celebra la “Giornata della memoria e dell’impegno” per ricordare tutte le vittime delle mafie. E il nome di Antonio Montinaro ha risuonato oggi per le strade delle città italiane, insieme a quello delle altre mille vittime. Una sorta di “Rosario laico” per commemorare le vittime e per ricordare a tutti quanto dolore ci è costato – e ci costa – la presenza delle mafie sui nostri territori. Ma ci dice, soprattutto, che abbiamo il dovere di combatterle senza tregua”.  Così scrive il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede in un post su Facebook. 

“Sono un figlio della Sicilia e ho visto cadere le nostre persone migliori impegnate nel contrasto a Cosa nostra – prosegue il Guardasigilli – Oggi associazioni, cittadini e, soprattutto, migliaia di giovani studenti hanno scelto di urlare il loro ‘no alle mafie’. Noi, come istituzioni, abbiamo il dovere, innanzitutto, di sostenere con la massima determinazione il lavoro straordinario di magistratura e forze dell’ordine, ma anche quello di lavorare per assicurare a tutti i cittadini un futuro di dignità, di libertà dal bisogno e dall’emarginazione che spesso costituisce il terreno in cui prolifera il virus mafioso. Ci sono nomi da non dimenticare, vi invito tutti a leggerli e, se potete, a declamarli: questa giornata è per loro”.

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