Cartabia ricorda Falcone:
“Aveva visione ampia e profonda”

Giovanni Falcone
FacebookTwitterWhatsAppEmailCopy Link

Domenica 23 maggio alle 20,45 su Rai Storia, il lungo e inedito dialogo tra la Ministra della Giustizia, Marta Cartabia, e Maria Falcone, sorella del magistrato Giovanni, assassinato dalla mafia il 23 maggio 1992.

La versione riadattata della conversazione è stata pubblicata dal quotidiano Il Foglio.

In occasione del 29° anniversario della strage di Capaci, per la Giornata della Legalità, la Guardasigilli ricorda così il giudice che ha dedicato la sua vita alla lotta contro la criminalità organizzata: “Tutti noi abbiamo il dovere di rinnovare l’impegno costante nel contrasto alle mafie. Lo ripeto a me stessa ogni giorno, quando passo davanti al grande memoriale dedicato a Giovanni Falcone all’interno del ministero”. ”

“La grande attualità della visione di Falcone e del suo metodo – ha aggiunto la ministra della Giustizia – sta nella capacità di adattarsi ad epoche e contesti sempre diversi, puntando su coordinamento, anche internazionale, e granitica ricerca delle prove. Ora questo metodo deve essere anche il punto di riferimento, per evitare che le preziose risorse del Recovery siano intercettate dalla criminalità organizzata”.

La ministra ha poi auspicato che “la società civile” possa riappropriarsi di “ciò che la mafia si era presa. Questo è lo spirito autentico di una parte cruciale della nostra legislazione antimafia, molto ammirata dai paesi stranieri”.

“Sul fronte delle aziende sequestrate – ha detto Cartabia a Maria Falcone – posso assicurarle l’impegno del Ministero”.

Parlando dell’ergastolo ostativo, la guardasigilli ha sottolineato: “Rinviando il compito di modificare la legge al Parlamento, mi pare che la Corte riconosca la specificità del regime da applicarsi ai condannati per mafia. Perciò richiede che per questi casi il Parlamento stabilisca regole specifiche per l’accesso alla liberazione condizionale, accompagnate eventualmente da specifiche prescrizioni che governino il periodo di libertà vigilata”.
“Il Parlamento – ha ricordato – ha un anno di tempo per stabilire regole speciali. La sfida sarà proprio questa: stabilire un regime adeguato, che consenta la liberazione condizionale per i condannati di mafia, anche se non collaboranti, tenendo conto però delle particolari caratteristiche dei reati di associazione mafiosa, i particolari legami che potrebbero perdurare nel tempo o ricostituirsi con l’uscita dal carcere”.
“Credo che qui veramente la responsabilità del Parlamento debba entrare in gioco. Sono state già preannunciate proposte di legge da alcune forze politiche. Seguiamo con attenzione il dibattito”, ha poi concluso.

“La sentenza della Corte costituzionale – ha risposto Maria Falcone – è stata per me una sorpresa nonostante tutto positiva, perché aver rimandato al Parlamento la necessità di legiferare sull’ergastolo ostativo è fondamentale. Solo il Parlamento può e deve decidere se deve avere la priorità la tutela dell’interesse del mafioso o la tutela della sicurezza della società stessa. Ecco, questo è un problema che si devono porre i politici italiani e quindi io sono fiduciosa che quando c’è un interesse collettivo, deve avere la prevalenza sull’interesse soggettivo. Queste sono le nostre idee, poi vedremo cosa farà il Parlamento”.