Simulazione e addestramento in mare: i cani ‘salvano’ un detenuto
30 Settembre 2020
Domenica scorsa, di fronte al bagno Rap di Marina di Massa – lo stabilimento balneare riservato alla Polizia Penitenziaria -, si è svolta l’iniziativa “Mi fido di te” promossa dalla Casa di reclusione di Massa in collaborazione con Telefono Azzurro, Capitaneria di Porto e Sogit (associazione di volontariato sanitario). Nel pieno rispetto delle norme anti-contagio molte persone, tra i quali numerosi bambini, hanno assistito festosi all’evento.

“Mi fido di te” prevede un momento di formazione, a cura della Capitaneria, sulla sicurezza in acqua e sui comportamenti corretti da adottare quando si va in spiaggia e la dimostrazione, offerta dalla Sogit, di salvataggio in mare con i cani, sette Golden Retriever, un Flat Coated, si è tenuta al bagno Rap.
Il carcere di Massa non è nuovo a progetti che valorizzano il rapporto con animali da compagnia a sostegno della genitorialità: è, infatti, tra gli istituti che hanno aderito all’accordo con Telefono Azzurro ed Enci (Ente Nazionale Cinofilia Italiana) che consente ai figli minorenni dei detenuti di essere accompagnati dai cani durante i colloqui con i genitori in carcere, per rendere gli incontri e i controlli all’entrata più “a misura di bambino”.

“Abbiamo organizzato questa iniziativa destinata a 14 detenuti che già usufruivano di permessi premio – spiega Maria Cristina Bigi, direttrice del Carcere di Massa – Alcuni di loro hanno portato i figli, alcuni i nipoti e alcuni solo i partner. L’idea che vorrei cercare di mettere in atto, anche qui a Massa, è quella di creare una rete intorno al mondo carcere, ovvero non far sì che la realtà carceraria sia isolata.”
I bambini sono coinvolti in attività di pet therapy e poi hanno assistito alle simulazioni di alcune tipologie di salvataggio rapiti dall’acquaticità e dalla sintonia con i loro addestratori di Nala, Balù, Pluto, Spirit, Marino e degli altri cani

A Marina di Massa domenica scorsa c’era il sole, ma la temperatura dell’acqua in questi primi giorni d’autunno, non doveva essere esattamente tiepida. Uno dei quattordici detenuti presenti si presta ugualmente a simulare di essere una persona in pericolo per essere salvato da uno dei cani. Erano ventitré anni che non faceva un bagno in mare e, dopo, racconta di aver vissuto davvero una “bella sensazione di libertà”.

Foto di Barbara Cardini