Messa alla prova: Glowig, cuoco stellato, sceglie la pena alternativa
5 Giugno 2019
Oliver Glowig è uno chef tedesco, di quelli con tante “stelle” e un curriculum di tutto rispetto. Da Capri a Roma, dall’hotel Quisisana all’Aldovrandi, e ora, da ultimo, a Monte Porzio, dove ha aperto un ristorante nell’azienda vinicola Poggio Le Volpi.
Glowig partecipa a una serata di solidarietà e beve ma, siccome per il suo lavoro regge bene l’alcol (“Assaggiare vini fa parte del mio mestiere” spiega), non si rende conto di aver esagerato e, terminato l’evento, si mette alla guida della sua auto. Viene fermato da una volante della Polizia e l’alcol-test certifica che i valori sono chiaramente esagerati. Gli agenti procedono: la “guida in stato di ebbrezza” comporta il ritiro della patente e un verbale che viene inviato in Procura. Il Giudice per le indagini preliminari, su richiesta del pubblico ministero, emette un decreto penale di condanna, convertendo la pena detentiva in ammenda (un po’ salata… ) che sfiora i 16mila euro.
Durante l’udienza preliminare Glowig chiede di poter essere ammesso ai servizi sociali. Il giudice quindi sospende la pena e gli concede la messa alla prova. Il Tribunale deciderà dove fargli trascorrere le 150 ore di servizio sociale, lui però spera di poter continuare a cucinare magari in cucine già “frequentate” in passato. “Quando avevo un corner al mercato della Stazione Termini – ricorda Glowig -, una volta a settimana andavo a cucinare per i poveri alla mensa organizzata dall’Ordine dei Cavalieri di Malta”.
Una forma di volontariato che questa volta potrà avere un doppio senso di “circolazione” del bene.