Messaggi d’amore per il carcere
nel nuovo brano di Ghali

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Ghali Amdouni, nato a Milano da genitori tunisini, è una delle realtà di musica pop italiana più interessanti. Le sue canzoni sono diventate negli ultimi anni vere e proprie hits, conquistando diversi riconoscimenti discografici. Nel documentario Ghali – Dai palazzi ai palazzetti, disponibile sulla piattaforma Youtube da gennaio scorso, diverse scene sono girate all’interno delle carceri minorili di Acireale e Bologna che il rapper ha voluto visitare per incontrare i ragazzi. A loro Ghali ha detto: “A 16 anni è successo anche a me… Quando si è minorenni fai le cose senza pensare alle conseguenze… Però certe cose succedono e forse è meglio che siano successe ‘prima’ perché questo ci dà la possibilità di capire la lezione. E l’importante è ‘capire la lezione'”. Seguono immagini di convivialità con i ragazzi: partite a biliardino, chiacchierate e canzoni, foto-ricordo e autografi per tutti.

Da qualche giorno Ghali è tornato a occuparsi di carceri. E l’ha fatto con gli strumenti che predilige: canzoni e video. La sua ultima fatica I Love You è destinata a scalare in fretta le classifiche di video scaricati.

C’è chi balla dentro una galera, dove è sempre mezzanotte… Ti sento come se non ci fossero i muri, sto arrivando da te… Ghali libera tutti”. Sono alcune frasi del nuovo brano, un messaggio d’amore sotto forma di lettera musicale dedicata a un carcerato immaginario.

A un anno di distanza dal suo ultimo successo Cara Italia, dove il rapper milanese dedicava parole d’amore per il Bel Paese, cercando abbattere i muri di diffidenza verso ciò che viene percepito come diverso, I Love You si prefigge di abbattere un altro muro, quello carcerario.

Ghali racconta, in un video sul suo profilo facebook, che il muro da superare non è solo un limite fisico e che bisogna riconoscere la diversità come punto di vicinanza. Ecco perché ha scelto il carcere come location del suo videoclip, dove vivono individui, intesi come essere umani, sia sotto la divisa sia sotto il passamontagna.

Prima della sua uscita sul mercato discografico, la canzone è stata presentata all’interno del carcere di San Vittore, dove Ghali ha passato alcuni momenti assieme ai detenuti, intrattenendosi con loro e condividendo diverse esperienze. Il cantante ha svelato di conoscere bene quel luogo, poiché da bambino veniva spesso con la mamma per incontrare il papà che è stato detenuto proprio nell’istituto penitenziario milanese.

Nel suo nuovo progetto artistico, Ghali, ha voluto dar voce a chi la realtà carceraria la vive ogni giorno. Scorrono le immagini di chi, come Elisa, spera in una seconda possibilità una volta uscita dal carcere, di Karim, che in galera è riuscito a riflettere sui suoi sbagli e ha già intrapreso la via positiva del cambiamento. Veruska, giovane madre che sogna di riabbracciare i figli e dormire con loro nel letto della sua casa. Unico filo conduttore di tutti i racconti è il desiderio di riappropriarsi della libertà persa.

Il successo che Ghali sta ottenendo non ha scalfito la sua umiltà e, soprattutto, non gli ha fatto dimenticare il suo passato e il percorso che ha affrontato per arrivare fino a qua. Il suo è un messaggio di speranza che insegna a rialzarsi perché “il momento in cui fallisci è il momento più vicino al successo. Se non hai fatto successo significa che non hai fallito abbastanza”.

“Dobbiamo trarre il meglio dalle situazioni di svantaggio – dice il rapper nel suo Il giorno dopo il fallimento – Dobbiamo raccontare la nostra storia senza vergognarci. Ciò che ci rende unici e originali è raccontare la nostra storia rimanendo legati a ciò che è vero. Abbiamo tutte le carte per fallire e rimetterci in piedi”.