Milano: 10 anni di Progetto Carcere della Statale

Aula studio in un carcere, immagine creata con IA (Canva)
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Si celebrano in Statale i primi dieci anni del Progetto Carcere dell’Università degli Studi di Milano. Nato a novembre 2015, il Polo universitario penitenziario é andato via via crescendo fino a diventare un punto di riferimento, oggi il più grande in Italia – e tra i principali in Europa – per numero di studenti ristretti iscritti.

L’anniversario è stato quindi l’occasione per tracciare un bilancio del progetto attraverso la presentazione delle attività promosse dal progetto e dall’Ufficio che la Statale ha costituito nel 2023 .

I numeri sono interessanti e fanno ben sperare. Iniziamo con i laureati che, nel corso di questi 10 anni, sono stati 24; circa 600 i tutor, 35 i docenti titolari di corsi, mentre molti altri hanno contribuito con singole lezioni;  55 tra laboratori e corsi didattici (per un totale di oltre mille ore di lezione) che si sono svolti negli istituti penitenziari con la presenza congiunta di studenti ristretti e liberi e che hanno portato quasi milleduecento studenti esterni a confrontarsi direttamente con la realtà carceraria. A oggi sono 175 gli studenti detenuti iscritti, 9 studentesse e 166 studenti, provenienti da otto istituti penitenziari lombardi. Sono infine 34 i corsi di laurea seguiti, con una particolare concentrazione nei corsi triennali.

Molto partecipato l’evento di illustrazione del bilancio decennale, che é stato aperto dalla rettrice Marina Brambilla e dal saluto di Stefania d’Agostino, dirigente dell’Ufficio II – Personale e formazione del Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, e di Giancarlo Monina, presidente del Coordinamento nazionale dei Poli universitari penitenziari (Cnupp)

Per quanto riguarda la scelta della facoltà, Filosofia é il corso più frequentato e anche il dipartimento in cui il progetto è nato; seguono Scienze Politiche, Scienze Umanistiche per la Comunicazione, Scienze dei Servizi Giuridici e Giurisprudenza. L’età degli studenti é per la maggior parte superiore ai 30 anni, ma non mancano i sessantenni. Provengono prevalentemente dal circuito di media sicurezza, ma il progetto raggiunge anche chi si trova in alta sicurezza, nel regime del 41 bis, in comunità o in misure alternative.

Grazie al Progetto carcere, dal 2022 è nato anche il primo Osservatorio sul diritto allo studio in carcere del nostro Paese, per garantire il coinvolgimento attivo degli studenti detenuti, monitorare le condizioni di studio, svolgere attività di ricerca sull’impatto degli interventi formativi in carcere. Risultati: il Consiglio Regionale decide di sollevare tutti gli studenti universitari ristretti in Lombardia dalla tassa regionale per il diritto allo studio e tra Ateneo e Casa di Reclusione di Opera viene stipulato un contratto di comodato per fornire agli studenti  Pc e stampanti. Da ultimo, nel 2024, grazie alla sinergia tra Statale di Milano, Università della Bicocca e la Bocconi, viene inaugurata nella Casa di Reclusione di Bollate un’aula informatica.

Studiare in carcere, crescono i detenuti che frequentano l’Università