Milano Bookcity:
il programma degli eventi in carcere
15 Novembre 2019
L’ottava edizione di Bookcity, festa del libro e della lettura in corso in questi giorni a Milano, riserva quest’anno un’attenzione particolare al sociale. Letture, lezioni, incontri e laboratori sono stati organizzati in quasi tutti gli ospedali milanesi, nelle case di accoglienza, nelle carceri.
Nella casa di reclusione di Bollate mercoledì 13 Ennio Cavalli ha incontrato detenuti lettori del suo ultimo libro ‘Se ero più alto facevo il poeta’ testo in cui il poeta amato da Federico Fellini e Dario Fo tocca i temi “della natura, della morte, del soprannaturale, dell’amore, del sociale, dello scrivere, del sorridere”.
Tre gli appuntamenti oggi in calendario. I ragazzi dell’Istituto Penale Minorile Cesare Beccaria di Milano presentano una lettura teatrale di alcuni brani tratti da Sir Thomas More curata da Giuseppe Scutellà, regista, attore e fondatore della compagnia PUNTOZERO Teatro, mentre Giacinto Siciliano, Gherardo Colombo, Graziella Bertelli, Renato Foschini e l’autore Renato Rizzi presentano ‘Diario di un bandito qualunque’ nella casa circondariale di San Vittore. Il romanzo, scritto sotto forma di diario, è ispirato alla storia vera di un ladro tormentato dai dubbi sul suo agire ma incapace di superare una sorta di dipendenza dal crimine.
‘Il carcere, la sua umanità, il teatro e la misura’ è infine il titolo dell’incontro che si terrà oggi pomeriggio nella casa di reclusione di Opera nel corso del quale verranno presentati due libri che affrontano da punti di vista diversi il tema della detenzione. ‘La galera ha i confini dei vostri cervelli‘, scritto da Pietro Buffa, Provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria per la Regione Lombardia s’interroga sull’umanità possibile all’interno delle carceri, mentre ‘Misurare l’impatto sociale. SROI e altri metodi per il carcere’ nato da un lungo e approfondito studio dell’Università Bocconi, di Filippo Giordano, Francesco Perrini e Delia Langer, è il primo manuale realizzato per valutare il reale impatto delle attività volte alla rieducazione e al reinserimento delle persone detenute
Domani, ancora a San Vittore, i detenuti del laboratorio di scrittura parteciperanno all’incontro ‘La cura di sé attraverso la Scrittura Terapeutica’, un metodo ideato da Sonia Scarpante che integra conoscenze scientifiche e umanistiche in grado offrire strumenti introspettivi utili a contrastare fragilità e a migliorare la qualità delle relazioni interpersonali.