Milano, carceri in mostra: 800 foto di detenuti e agenti
10 Ottobre 2022
“Queste foto ci permettono di sbirciare dentro a un carcere: per una volta non sono i detenuti a guardarci dalle finestre”. Così la ministra della Giustizia, Marta Cartabia, alla mostra ‘Ri-scatti. Per me si va tra la perduta gente’ del Padiglione di Arte contemporanea (Pac) di Milano.
Sono stati selezionati 800 scatti fotografici e video inediti realizzati negli istituti di Opera, Bollate, San Vittore e l’istituto penale minorile Beccaria. Per la prima volta, detenuti e agenti di polizia penitenziaria hanno potuto utilizzare strumenti di ripresa (fotografica e video) nelle carceri: un lavoro corale, risultato di 11 mesi di corso, che ha visto la partecipazione di 60 detenuti e 40 agenti. “Due mondi che troppo spesso sono stati rappresentati come contrapposti” sottolinea la Guardasigilli. “Entrambi condividono la stessa quotidianità, che non va esasperata in una conflittualità che non fa bene a nessuno. Ciò che aiuta la vita della Polizia penitenziaria aiuta quella dei detenuti e viceversa, e noi dobbiamo andare in questa direzione”.
“In tutte le visite che ho potuto fare negli istituti – e sono state tante – ho avuto sorprese molto belle, per le iniziative a volte nascoste e che non riescono a venire a galla, e sorprese molto brutte, non solo per il sovraffollamento ma anche perché, spesso, il tempo dei detenuti è un tempo vuoto” continua la Ministra. “Anche per questo la mostra fa un gran servizio a tutti: se infatti non è possibile l’impatto emotivo che una visita in carcere porta con sé , queste ‘finestre’ danno l’idea di cosa sia la loro vita quotidiana”. E i versi danteschi che danno il titolo all’evento riprendono proprio la metafora della finestra su un mondo sconosciuto ai più.
L’iniziativa, patrocinata dal ministero della Giustizia, è stata organizzata dal Pac e da Ri-scatti Onlus, associazione che da diversi anni realizza iniziative di riscatto sociale tramite testimonianze fotografiche, e promossa dal Comune di Milano.
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