Milano, dalle detenute “turbanti meravigliosi” per pazienti oncologiche

Un turbante relazzato dalla sartoria di San Vittore
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Il cancro e le sue costrizioni terapeutiche, dagli effetti collaterali più vistose quando ad ammalarsi è una donna che deve  affrontare la chemioterapia.  La detenzione e le sue separazioni, spesso più dolorose quando a vivere il carcere è una donna che deve lasciare dei figli. Due percorsi che hanno qualcosa in comune:  l’obiettivo del ‘guarire’, nel senso del risanare corpo (e mente) nel primo caso e di risanare il rapporto con la società nel secondo.

Un’analogia che ha ispirato il progetto Turbanti meravigliosi. Un’alleanza tra donne della città realizzato dall’associazione Go5 onlus. Per mano con le donne che opera all’interno del reparto di ginecologia oncologica dell’Istituto Tumori di Milano e la cooperativa Alice da anni attiva nel carcere di Milano San Vittore.
Proprio le detenute dell’ormai storica sartoria del penitenziario milanese hanno confezionato 40 turbanti originali  e coloratissimi, realizzati con materiali e sostanze  totalmente atossiche, pensati per le donne che a causa della chemio  devono rinunciare ai capelli ma non vogliono rinunciare a sentirsi eleganti.

Il progetto, sostenuto da Camera Penale e Università Statale, sarà presentato in incontri pubblici con la partecipazione di magistrati, avvocati, pazienti dei reparti di oncologia, detenute. I turbanti –  simbolo di percorsi comuni che possono essere resi meno pesanti da ascolto, condivisione e alleanza tra donne –  “sfileranno” anche nel giardino della sezione femminile in un evento pubblico programmato entro il mese di luglio. Domani invece sarà possibile trovarli, assieme ad altri manufatti, nell’esposizione presso la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori, Via Giacomo Venezian n. 1, aperta dalle 10 alle 17.