Minori, Catania: Protocollo per la
nomina del curatore speciale

Palazzo di Catania
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Patrocinanti nominati curatori speciali nei procedimenti civili e nei procedimenti penali ma anche curatori del minore di età nei casi in cui vengano adottate misure limitative della responsabilità genitoriale. Queste le figure cui è rivolto il protocollo siglato a Palazzo di Giustizia a Catania tra i presidenti della Corte d’Appello, Filippo Pennisi, del Tribunale, Francesco Saverio Mannino, del Tribunale per i minorenni, Roberto Di Bella, e del locale Ordine degli avvocati, Antonino Guido Distefano.

Del curatore speciale, parte processuale e non ausiliario del Giudice – come il protocollo sottolinea – vengono delineati poteri di rappresentanza processuale, quali l’interlocuzione con il Pm, la possibilità di richiedere la nomina del consulente tecnico d’ufficio, ma anche di rappresentanza sostanziale, in quanto eserciterà i poteri genitoriali attribuitigli dal provvedimento del giudice, quando ai genitori stessi saranno applicate limitazioni nell’esplicazione dei propri doveri nei confronti del minore.

All’Ordine degli avvocati è delegata la predisposizione di un Registro che conterrà i nominativi dei legali disponibili ad assumere il ruolo di curatore speciale del minore e che, all’esito dell’iscrizione, si impegneranno nella cura della “propria formazione  in modo interdisciplinare, per tutelare i diritti e le esigenze dei minori coinvolti nei procedimenti giudiziari”.

“Il protocollo è importantissimo” ci ha confermato il presidente del Tribunale di Catania, Francesco Saverio Mannino “adesso occorre assicurare la formazione professionale ed affinare le sensibilità umane. È un compito delicatissimo, perché non basta un protocollo a formare ottimi curatori”.

Altri importanti passaggi del protocollo riguardano l’ “indipendenza, la competenza, la correttezza e la leale collaborazione con tutte le parti del processo” del curatore che “deve svolgere il proprio ruolo nel solo e preminente interesse del minore, a tutela dei diritti dello stesso riconosciuti dalla Costituzione, dalla normativa nazionale e dalla Convenzioni internazionali”.

“Si tratta di un passaggio veramente importante a garanzia dei minori e dei soggetti deboli” ha dichiarato il presidente dell’Ordine degli avvocati, Distefano. E a questo proposito, il protocollo precisa che “Il curatore speciale instaura una relazione di ascolto con il minore di età capace di discernimento. con modi e termini a lui comprensibili, fornendo allo stesso le informazioni più utili a comprendere l’oggetto del procedimento che lo riguarda”.