Monza, libri dal Comune ai detenuti: il carcere sia luogo di cultura
22 Febbraio 2019
Grazie a una convenzione firmata tra il Comune e la Casa Circondariale di Monza, è nato il progetto Libri in carcere, un’attività per sviluppare il servizio bibliotecario all’interno del carcere. Settantotto libri, per un costo di mille euro, nei mesi scorsi sono stati acquistati dal Comune di Monza e donati alla biblioteca del carcere di via San Quirico.
La convenzione si inserisce all’interno di un programma più ampio iniziato già nel 2008 che aveva lo scopo di promuovere la lettura per il reinserimento sociale dei detenuti. “L’obiettivo – spiega Pier Franco Maffè, assessore ai Sistemi Bibliotecari – è far scoprire come il carcere sia un ambiente che presenta delle difficoltà ma che può essere anche un luogo dove si crea e si diffonde cultura”.
In questi dieci anni il servizio bibliotecario nel carcere si è arricchito grazie al continuo impegno di enti e di volontari. Un grande contributo è arrivato da La biblioteca è una bella storia, associazione di volontariato che permette l’apertura della biblioteca fino a venti ore settimanali e raccoglie eventuali richieste dei detenuti. A oggi la biblioteca ha un patrimonio di circa 10.000 volumi.
Tra i nuovi libri arrivati in carcere, oltre a romanzi e best seller, ci sono i classici della letteratura in inglese, francese, spagnolo e tedesco ma anche in russo, cinese e arabo. Non mancano manuali sportivi e di psicologia, testi e dizionari di lingua italiana.
Dell’iniziativa abbiamo parlato con Laura Beretta, responsabile del Servizio Sistemi Bibliotecari Brianzabiblioteche.
Perché questo progetto?
“E’ nato per favorire l’accesso alla lettura e alla cultura per le persone che si trovano in una situazione di svantaggio come i detenuti. La biblioteca nel carcere di Monza ormai è stata istituita da più di dieci anni e continua la sua attività grazie alla collaborazione tra Comune e Casa Circondariale”.
Come si fa a far funzionare una biblioteca all’interno di un carcere?
“All’inizio della collaborazione il Comune di Monza ha messo a disposizione una bibliotecaria che ha tenuto dei corsi di formazione ai detenuti. Si è così costituito uno staff e individuato uno spazio da adibire a biblioteca”.
E’ sempre stata garantita la continuità del servizio?
“Sì, grazie alla figura del bibliotecario di riferimento. Nel tempo ci sono stati passaggi di consegne tra i bibliotecari detenuti. C’è sempre stata, poi, una continua formazione con il supporto del Comune di Monza che ha garantito la presenza di un esperto”.
Nel corso di questi anni chi riforniva la biblioteca del carcere?
“In primis tantissime donazioni e collaborazioni tra le biblioteche della città. Poi ci ha pensato il Comune di Monza come capofila del sistema bibliotecario di Brianzabiblioteche, una rete che riunisce 29 Comuni”.
Come è avvenuta la scelta dei titoli dei libri da acquistare?
“Inizialmente i titoli erano scelti casualmente, ora in base ai suggerimenti di chi utilizza la biblioteca. Generalmente si è cercato di soddisfare tutte le esigenze acquistando romanzi, best seller oppure libri in lingua straniera e manuali d’italiano”.
Ci parli del progetto ‘Libri in carcere’…
“Il progetto è una sorta di conferma della collaborazione già in atto tra il Comune di Monza e la Casa Circondariale. Nasce grazie a una convenzione della durata di 5 anni firmata lo scorso 23 novembre, un patto sottoscritto sulla base dei contenuti del protocollo d’intesa siglato tra il Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, associazione italiana biblioteche e l’ANCI”.
Oltre al Comune di Monza e alla Casa Circondariale, c’è il contributo anche da parte di un’associazione di volontariato…
“L’associazione La biblioteca è una bella storia permette il prolungamento dell’orario della biblioteca oltre quello stabilito per i momenti di socialità dei detenuti. Si arriva fino a venti ore settimanali. Inoltre i ragazzi dell’associazione fanno da tramite per gestire le esigenze dei detenuti che possono chiedere in prestito dei libri che non sono presenti in biblioteca. Si contano circa 2000 prestiti annuali”.
Il progetto sta ottenendo buoni risultati?
“Sì, c’è molto entusiasmo da parte di tutti e soprattutto dei detenuti anche perché oltre all’attività legata alla biblioteca c’è una serie di iniziative culturali, momenti formativi e ricreativi organizzati e gestiti dalla biblioteca del carcere in collaborazione con i volontari”.